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Carbonia. Un ordine del giorno di Fabio Usai sull’A.I.A.S sarà discusso prossimamente in consiglio comunale

Politica Locale
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«Il sindaco e I’assessore competente [Loredana La Barbera, Politiche Sociali, ndr] promuovano ogni iniziativa necessaria e utile perché si possa, con la necessaria celerità provvedere al trasferimento delle somme dovute ad A.I.A.S riguardo alle prestazioni socio-riabilitative erogate a favore degli utenti del nostro comune. Le commissioni consiliari svolgano un attento monitoraggio e approfondimento che possa essere utile a sbloccare l’attuale situazione».

Fabio UsaiLo chiede il consigliere comunale di opposizione Fabio Usai, in ordine del giorno che sarà sottoposto al consiglio in una delle prossime sedute.

I presupposti dell’iniziativa sono in primo luogo «la grave crisi – scrive Usai – che ormai da tempo coinvolge A.I.AS., che si vede costretta a non poter ottemperare al pagamento degli stipendi ai propri dipendenti a causa dei notevoli ritardi con cui la regione salda il dovuto agli enti erogatori dei servizi di riabilitazione: ormai gli stipendi rivendicati ammontano a dieci mensilità».

Recentemente, fa notare il consigliere di minoranza, dopo un confronto fra l’azienda della famiglia Randazzo, l’A.T.S. Sardegna e l’assessorato regionale alla Sanità è emersa la veridicità delle pretese di A.I.A.S., cosicché la regione ha espresso l’impegno ad erogare quanto prima per lo meno le “quote sociali” ai comuni, in conto di anticipazione per l’anno in corso.

Attraverso la determinazione dell’assessorato alla Sanità del 29 giugno scorso, n. 6776, si è appurato, precisa Usai, «tali prestazioni socio-sanitarie di riabilitazione globale consentirebbero l’immediato saldo delle mensilità relative al 2018 ai dipendenti e il conseguente blocco della procedura di infrazione aperta dall’A.T.S. nei confronti di A.I.A.S. con la quale intenderebbe al 29.7.2018 revocare i contratti di collaborazione con la medesima. Se ciò accadesse – ammonisce l’estensore dell’ordine del giorno – causerebbe l'immediata sospensione del servizio e la conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro solo nel nostro territorio, già gravemente provato da una crisi senza fine».

Giovanni Di Pasquale

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