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Cagliari. Il Consigliere Regionale dei Riformatori Sardi, Michele Cossa, Deposita una interrogazione sul Santa Barbara di Iglesias.

Politica Locale
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La grave criticità legata ad una carenza strutturale degli ambienti e all'utilizzo di strumentazioni inadeguate rispetto al carico di lavoro, oltre alcune singolari decisioni assunte dal Direttore U.O.C. sul piano organizzativo e su quello dei percorsi clinico-diagnostici hanno creato disservizi ed un evidente aumento dei costi, ha dichiarato Michele Cossa.

Per tale ragione, ha poi proseguito, ho chiesto al Presidente della Giunta e all'Assessore dell'igiene e sanità se non ritengano di dover intervenire sulla Direzione generale dell’ATS affinché ponga rimedio quanto prima alla situazione illustrata ed evitare l’ulteriore aggravarsi della situazione di tensione determinatasi nel personale dei laboratori, salvaguardando la dignità professionale di quanti sia pure in condizioni di oggettiva difficoltà hanno finora comunque garantito le prestazioni, così da assicurare adeguati livelli di assistenza, impedendo che siano gli utenti a pagare il prezzo di una gestione fallimentare della sanità sarda.

Interrogazione

Il sottoscritto consigliere regionale,

PREMESSO che i laboratori della ASSL di Carbonia versano in una situazione di grave criticità legata ad una carenza strutturale degli ambienti e all'utilizzo di strumentazioni inadeguate rispetto al carico di lavoro;

EVIDENZIATO che tale situazione è stata notevolmente aggravata da alcune singolari decisioni assunte dal Direttore U.O.C. sul piano organizzativo e su quello dei percorsi clinico-diagnostici;

SOTTOLINEATO che i cambiamenti organizzativi che si sono susseguiti in seguito al crollo del controsoffitto di una piccola parte del Laboratorio analisi del P.O. S.Barbara di Iglesias in data 9 Aprile 2018 sono stati sempre apparsi improvvisati ed effettuati in assenza di indicazioni scritte, fornite al personale solo a posteriorie dopo esplicita richiesta;

OSSERVATO che si è assistito allo spostamento improvviso di personale Dirigente e Tecnico, senza che a distanza di oltre un mese nulla sia stato fatto per ripristinare il servizio ad Iglesias;

EVIDENZIATO che tutto ciò ha inciso pesantemente sull'organizzazione di entrambi i Laboratori, dimodochè le urgenze/emergenze dei presidi ospedalieri di Iglesias pervengono in modo continuo e monopolizzano l’utilizzodei pochi autisti, con tutte le conseguenze che questo comporta;

RILEVATO che gli esami vengono processati dopo diverse ore dal prelievo con conseguente deterioramento del campione stesso, e rischi gravissimi per la salute dei pazienti;

SOTTOLINEATO che la finalizzazione dei referti (alcuni dei quali di fondamentale importanza) dei pazienti esterni è drasticamente rallentata a causa degli inevitabili ritardi nei trasporti e del sovraccarico di lavoro delle strumentazioni e degli operatori presenti nel Laboratorio di Carbonia, con conseguente esodo degli utenti verso le strutture Private;

EVIDENZIATO che i costi derivati da questa situazione - giustificabili esclusivamente nel periodo strettamente connesso alla gestione dell’emergenza successiva all’evento del 9 aprile - sono in crescita esponenziale e potrebbero essere facilmente evitati se si considera che ad Iglesias è possibile ripristinare in tempi brevissimi e con costi assai ridotti fattività antecedente il crollo;

PRESO ATTO che il personale lavora in costante ansia di sbagliare, non sentendosi tutelato ma semmai costantemente a rischio di richiami o più gravi provvedimenti disciplinari, da cui consegue forte demotivazione e frustrazione, a danno della salute dei dipendenti;

APPRESO che in questa situazione diventa difficile per il personale sostenere gli innumerevoli problemi che si ripresentano quotidianamente dei quali tuttavia avverte il peso e la responsabilità;

chiede di interrogare il Presidente della Giunta e l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere

- se siano a conoscenza di quanto su esposto;

- se non ritengano di dover intervenire quanto prima sulla Direzione generale dell’ATS affinché pongarimedio quanto prima alla situazione illustrata ed evitare l’ulteriore aggravarsi della situazione di tensione determinatasi nel personale dei laboratori,salvaguardando la dignità professionale di quanti sia pure in condizioni di oggettiva difficoltà hanno finora comunque garantito le prestazioni, così da assicurareadeguati livelli di assistenza, impedendo che siano gli utenti a pagare il prezzo di una gestione fallimentare della sanità sarda.

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