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Sant'Antioco. Il circolo pd dice no al nuovo ponte.

Politica Locale
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Sant'Antioco. Il circolo pd dice no al nuovo ponte.

Il Circolo del Partito democratico di Sant’Antioco si schiera contro il progetto del nuovo ponte all’ingresso della città. La decisione è arivata lunedì sera al termine di una animata riunione del direttivo. A spiegare i motivi della decisione è il segretario Monica Fois che in un documento elenca le criticità della soluzione Ponte e circonvallazione che in sintesi recita: “A fronte dell’ingente spendita di denaro pubblico, non esiste ad oggi nessuna analisi attendibile riguardo il rapporto costi benefici delle opere da realizzarsi sia per l’isola di Sant’Antioco che per il territorio, previste dal piano Sulcis”. Una decisione che rigetta in pratica la scelta che i rappresentanti della politica locale avevano fatto anni fa, su richiesta degli organi regionali, in merito alle varie opzioni di collegamento tra l’isola di Sant’Antioco e l’isola madre. “Una decisione che scaturisce, si legge nel documento, dagli studi riguardanti la situazione strutturale dell’attuale ponte che, nel rilevare delle criticità dell'attuale struttura, di conseguenza prospettavano un impegno economico ingente per un suo ripristino in piena efficienza e sicurezza”. <Per questo motivo dopo aver esaminato con attenzione lo studio di fattibilità anche attraverso un dibattito avvenuto con esponenti del partito ai diversi livelli istituzionali, dal quale sono emerse profonde contraddizioni e perplessità -spiega Monica Fois- il Circolo ha ritenuto, dopo aver avviato al suo interno una lunga riflessione in merito alla spendita delle somme destinate al Piano Sulcis auspica che tali denari possano essere rimodulati al fine di ottenere un concreto e tangibile rilancio dell’economia del territorio sulcitano partendo dalle infrastrutture portuali>.


CIRCOLO PD SANT’ANTIOCO COMUNICATO PIANO SULCIS

Al fine di chiarire ogni dubbio sulle motivazioni che hanno spinto questo circolo ed un’importante riflessione e rielaborazione riguardante le scelte strategiche del Piano Sulcis è fondamentale fare una breve premessa.I rappresentanti della politica locale sono stati chiamati nel recente passato ad una scelta da parte degli organi regionali,in merito alle varie opzioni di collegamento tra l'isola di Sant’Antioco e l'isola madre).A tal proposito,gli studi riguardanti la situazione strutturale dell'attuale ponte,allora in fase preliminare,rilevavano forte precarietà della struttura e di conseguenza prospettavano un impegno economico ingente per un suo ripristino in piena efficienza e sicurezza.questo scenario con ogni probabilità spinse i rappresentanti politici locali(considerato il fatto che l’opzione sottopasso nonostante fosse stata la scelta principale venne sconsigliata dai tecnici Martech)ad indirizzare la scelta
verso l’opzione del ponte alto così come descritta dalla stessa Martech nello studio fattibilità commissionato dalla RAS,piuttosto che verso l’opzione 0(ripristino del ponte attuale)anch’essa annoverata tra quelle possibili nello studio.Tali condizioni,ad oggi,terminata la fase di verifica sulla struttura del ponte commissionata dagli stessi organi politici,ha sancito ufficialmente l'effettivo stato di non pericolo dell'attuale ponte,ed un impegno economico per una manutenzione programma di piccola entità.Pertanto da allora,nonostante sia passato relativamente poco tempo,lo scenario è profondamente cambiato.
Per questo motivo,e dopo aver esaminato con attenzione lo studio di fattibilità redatto da Martech anche attraverso un dibattito avvenuto con esponenti del partito ai diversi livelli istituzionali,dal quale sono emerse profonde contraddizioni ed analisi di carattere politico-economico discutibili e poco attendibili,il circolo Pd Sant'Antioco alla luce della stretta attualità ha ritenuto di dover avviare al suo interno una riflessione indispensabile dalla quale sono scaturite una serie di considerazioni legate da una parte alla gestione amministrativa poco chiara e per nulla condivisa con la cittadinanza,principale fruitrice delle due opere in discussione “ponte alto ed annessa circonvallazione”,e dall’altra una serie di rilevanti criticità di seguito elencate:
-a fronte dell’ingente spendita di denaro pubblico, non esiste ad oggi nessun analisi attendibile riguardo il rapporto costi-benefici delle opere da realizzarsi,sia per l’isola di Sant’Antioco che per tutto il territorio del sulcis
-il ponte e l’annesso viadotto dividerebbero in due parti le aree Sardamag con conseguente compromissione dell’utilizzo delle suddette aree,la cui bonifica e conseguente disponibilità per la collettività e attesa da quasi vent’anni
-l’ingresso della Città di Sant’Antioco verrebbe spostato nella zona industriale in via Rinascita,l’area più degradata del paese,cancellando e stravolgendo la memoria storica dei cittadini di Sant’Antioco,e con essa tutto il tessuto economico radicato nell’area limitrofa fino al centro del paese
-la circonvallazione per Calasetta è gia stata prevista negli interventi di revisione del puc con serie di rotatorie di snodo e adeguamento delle strade critiche nello studio redatto dall’ufficio del Piano commissionato dall’amministrazione di Sant’Antioco e consegnato recentemente dai tecnici nel Maggio 2017).L’opera prevista invece nello studio Martech appare assolutamente sovradimensionata rispetto alle esigenze della viabilità(atteso che resta una priorità strategica importantissima il completamento della strada che permetta di decongestionare il traffico proveniente da e per Calasetta)in quanto il progetto prevede addirittura la realizzazione di due gallerie di circa 600 metri (per quanto è dato di sapere) con intuibili ripercussioni negative per l’ambiente a fronte di un risparmio irrisorio sui tempi medi di percorrenza di circa 3 minuti (“Tutte le suddette situazioni concorrono attendibilmente a stimare il risparmio di tempo nel percorrere la nuova alternativa sia non inferiore ai 3 minuti.
” pg 166 relazione generale.
- il ponte costituirebbe un opera di enormi dimensioni che darebbe vita ad un’ampia area soggetta a degrado e dall’impatto visivo devastante(nettamente più alto dello skyline circostante)che cancellerebbe la vista dello storico ponte romano e comprometterebbe la splendida cartolina della laguna di Santa Caterina,importantissima area SIC nonchè fiore all’occhiello della città e del territorio
-il progetto di sviluppo del porto di Sant’Antioco risulta decisamente insufficiente ed inadeguato rispetto alle aspettative di rilancio del territorio sulcitano in relazione allo scenario economico attuale
Alla luce di quanto esposto il circolo non può che esprimere parere contrario alla realizzazione delle opere “ponte alto ed annessa circonvallazione”e invece auspica che le rilevanti somme del Piano Sulcis vengano rimesse in discussione a vantaggio di una infrastrutturazione del territorio che funga da reale volano per la ripresa economica del Sulcis,che nello specifico vengono individuati e riassunti nei seguenti punti strategici:
-la riqualificazione del Porto di Sant’Antioco(il cui progetto da piano sulcis risulta del tutto insufficiente e non adeguato alle aspettative di rilancio del territorio)a fini turistici quale ad esempio un terminal per le navi da crociera che oggi costituisce uno straordinario veicolo di sviluppo economico(per il quale si potrebbero sfruttare i volumi dell’attuale stabile ex Baroid)la realizzazione di una stazione marittima,nuovi posti barca per la nautica da diporto e la cantieristica a suo di supporto, volano imprescindibile per l’economia e settore in forte espansione;a questo si aggiunge la necessità di realizzo di un molo pescatori attrezzato ed il completamento del waterfront,cosi come elencato nel piano ma di fatto non inserito nelle schede di intervento concretamente finanziate
-Dal punto di vista strategico sarebbe indispensabile la riqualificazione della SS 126 nel tratto che va dal Comune di Calasetta(la cui strada che porta a Sant’Antioco ha necessità di essere adeguata e messa in sicurezza) fino a Carbonia,anche pensando ad una nuova arteria che dalla località Sirai arrivi al bivio di Matzacara nella SS 126 (cosi come previsto dalla programmazione della ex Provincia di Carbonia Iglesias e che le cui stime di realizzo rappresentavano un costo ben minore di quanto costerebbe oggi un nuovo ponte,a fronte di un beneficio di cui godrebbe invece tutto il territorio).
-una serie di interventi concreti nella realizzazione di servizi di pubblico trasporto e collegamento (ferroviari e su gomma),tra l’Isola di Calasetta e Sant’Antioco e la stazione di Carbonia (con potenziamento/modernizzazione del materiale rotante che li congiunga all’Aeroporto di Cagliari.

Sant’Antioco i firmatari

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