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Carbonia. Ruas e Liberi e Uguali Sulcis Iglesiente contestano lo striscione di Casapaund affisso nella città mineraria.

Politica Locale
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I servizi contro le dipendenze proteggono centinaia di persone che Casapound vorrebbe escludere dalla società: proteggiamoci dall’ignoranza e dal populismo fascista. Martedì mattina è apparsa in città una scritta, firmata Casapound, dove si leggeva “proteggiamo i nostri figli, spostiamo il S.E.R.T”. Va loro ricordato che dagli anni 80 ad oggi, il SertT prima e il SerD dopo, hanno aiutato centinaia di uomini e donne ad affrontare il gravissimo problema della dipendenza. I fascisti del terzo millennio invece, come d’altronde quelli del secolo scorso, fanno di tutto per far scomparire “il diverso da loro” dalla società. Continuano a mascherarsi dietro “belle azioni” (pulizia piazze o raccolta alimentare) ma il tutto è animato dal loro spirito di odio contro “l’altro” e dalla volontà di rinchiuderli in dei ghetti. Sia ben chiaro che non abbiamo alcuna intenzione di ricadere nei tragici errori del passato: sappiamo cos’è il fascismo e dobbiamo impegnarci tutti, nessuno escluso, perché non ritorni. Carbonia ha già dimostrato di essere antifascista nel suo DNA. Il fascismo l’abbiamo cacciato una volta, lo faremo ancora usando gli strumenti di sempre: la democrazia, l’accoglienza, la solidarietà, il mutuo aiuto

Sulla vicenda si è esporessa anche RUAS - Rete Unitaria Antifascista Sulcis Iglesiente di cui pubblichiamo il comunicato:
No alle politiche di esclusione, no ai nuovi ghetti: proteggiamo i nostri figli dall’intolleranza e dal fascismo. Non si smentiscono mai. Questa mattina è apparsa in via Trento a Carbonia una scritta, firmata dalla formazione neofascista Casapound, che recita “proteggiamo i nostri figli, spostiamo il S.E.R.T”. A pochi metri dallo striscione si trova la struttura specialistica della Asl, oggi SerD e non più S.E.R.T., in cui operano numerosi professionisti, dedicata "al trattamento delle dipendenze patologiche, distribuite sul territorio, che si occupa dei problemi derivanti dall'uso e dall'abuso di sostanze illegali, alcol e farmaci, dal tabagismo e dal gioco d’azzardo". Come al solito, loro, il “diverso” non lo accettano o non lo vogliono tra loro; se proprio deve esistere sia “rinchiuso” in ghetti lontani dal “mondo normale”. La loro posizione non ci stupisce, è tipica di chi inneggia a modelli sociali dittatoriali e criminali come fu il fascismo, che mirano ad escludere ed eliminare il “diverso”. Anche queste persone, ricordiamocelo sempre, sono figlie di Carbonia. Ieri la campagna d'odio contro i migranti, oggi le persone affette da dipendenza. Domani? A chi toccherà domani? Carbonia non è e non deve essere questo. Carbonia è Città della solidarietà e dell’accoglienza, Carbonia è Città dell’aiutarsi e del sostenersi. Proteggiamo le nostre e le future generazioni da inqualificabili politiche di ghettizzazione e di esclusione sociale. Via il fascismo da Carbonia e da ogni luogo.

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