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Sant'Antioco. Comitato Porto Solky: opere anacronistiche da realizzare al porto

Politica Locale
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Il Piano Sulcis sperpererebbe 12 milioni con la realizzazione di una banchina prevista in un progetto vecchio di cinquant'anni fa, chiamata “banchina del sale”, prevista con  la riqualificazione del porto di Sant'Antioco. E' quanto paventato dal comitato Porto Solki che chiede invece una rimodulazione del finanziamento per la realizzazione di opere che siano veramente consone per il futuro sviluppo turistico, economico ed occupazionale della città e del territorio. <La realizzazione di una banchina progettata quando il porto era nel pieno dell'operatività con grandi possibilità di sviluppo e quando l'attività portuale era fiorente per il traffico commerciale e la movimentazione di materie per risolvere il problema della promiscuità dei prodotti da imbarcare -spiegano i portavoce del comitato Rolando Marroccu, Alfonso Curridori e Daniele Garau- è oggi ingiustifica e anacronistica per un nuovo sviluppo del sistema portuale comprendente il settore pesca, della nautica e della cantieristica al servizio di grandi navi e barche a vela oltre i 10 metri che rappresentano il target di attrazione affinché l’indotto sviluppi elevate ricadute occupazionali. <Un obbiettivo questo, già prefigurato nel progetto di realizzazione del porto polifunzionale, commissionato nel 2003 e sostenuto dagli operatori dei settori interessati- continuano Rolando Marroccu, Alfonso Curridori e Daniele Garau- inspiegabilmente ignorato dal Piano Sulcis che ha invece finanziato opere che non hanno niente a che vedere con il rilancio economico del territorio come un nuovo ponte e circonvallazione per un totale di 57,5 milioni di euro, di scogliere frangiflutti non banchinabili e di una nuova banchina del sale, con un costo di 12 milioni di euro>. Così il comitato Porto Solky non solo ritiene che tali opere siano inutili ma un ulteriore sperpero di 12 milioni di euro che si sommano ai 57,5 milioni per il ponte e la circonvallazione. <opere che non avranno nessuna incidenza per lo sviluppo economico ed occupazionale continua Rolando Marroccu- le infrastrutture primarie necessarie per il territorio in grado di innescare un vero sviluppo sarebebro invece la Realizzazione del porto Polifunzionale lato golfo di Palmas, la messa in sicurezza della Statale 126 tra Carbonia e Sant’Antioco, riqualificazione urbana del lungomare e della bonifica delle aree Sardamag e zone limitrofe. <il nuovo ponte che è in realtà un viadotto di un chilometro e mezzo che poggia su 25 piloni- conclude il Comitato Porto Solki- Occulterà la vista dell’antico ponte romano, bene paesaggistico identitario e sposterà l’uscita del Paese in piena zona industriale con notevoli disagi per per la popolazione>. Considerazioni valide e giustificate se non fosse per un “problema” che potrebbe essere superato solo con una grande volontà politica. L'iter infatti potrebbe essere rivisto e rimodulato solo con una nuova delibera del consiglio comunale che annulli la precedente.

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