NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
23
Wed, Aug
32 Nuovi articoli

Sant'Antioco. La costruzione del nuovo ponte visto dal Pd'Az cittadino: "Un Ponte verso la povertà"

Politica Locale
Aspetto
Condividi

A margine della recente assemblea della sezione di Sant'Antioco del PSdAz è pervenuta in redazione una lettera di Gianfranco Accocci , Consigliere nazionale e la Sez di S.Antioco del PSdAz, che fa un'analisi politica del progetto nuovo ponte d'ingresso a Sant'Antioco dal titolo indicativo

A margine della recente assemblea della sezione di Sant'Antioco del PSdAz è pervenuta in redazione una lettera di Gianfranco Accocci , Consigliere nazionale e la Sez di S.Antioco del PSdAz, che fa un'analisi politica del progetto nuovo ponte d'ingresso a Sant'Antioco dal titolo indicativo: "Un Ponte verso la povertà" che pubblichiamo . Le immagini del ponte trovate su internet per ora sono frutto solo di immaginazione, sono un rendering fantasioso, in questo momento di grande crisi ed austerità diventano offensive per la faraonesca pomposità dell'opera.
Spendere 70 milioni per realizzare un'opera inutile che non porterà vantaggi a S.Antioco non può passare sotto silenzio.
La colossale cifra , che sarà trovata raschiando il fondo del piano "Sulcis " e cancellando altre opere, è un insulto per ognuno che conosca la realtà sarda e del Sulcis.
La scelta di questo ponte non è puramente tecnica e legata a criteri di opportunità e di oculatezza ma risponde solo a abitudini consolidate di un malcostume politico legato alla arroganza del potere.
Aver concepito e iniziato i primi passi per la realizzazione di questa opera faraonica risponde a principi di convenienza personale di gruppi di potere che vedono nella spesa di tanto denaro per un'opera pubblica il soddisfacimento di interessi di gruppi di affari e di potentati politici.
Un'opera pubblica, secondo il concetto stesso del termine, deve soddisfare le necessità pubbliche ovvero di tutti arrecando vantaggi e risparmi, favorendo la collettività e creando le condizioni perché i vantaggi ricadano sulla collettività indistintamente.
Niente di tutto ciò è contenuto in questo progetto e nella sua realizzazione.
La somma enorme impegnata non reca vantaggi alla popolazione di S.Antioco , se si potesse esaminare la relazione sui costi /benefici , che è vincolante nella realizzazione di ogni opera , sarebbe chiaro che una simile opera non risponde ai requisiti richiesti.
Il ponte esistente , quello che percorriamo oggi, sarà lungo meno di cinquanta metri , ma la fantasia sfrenata della casta lo ha voluto sostituire con un ponte lungo 6 chilometri, sembra una barzelletta ma proprio questa è la lunghezza.
Il nuovo ponte lungo sei chilometri deve collegare più agevolmente Sant'Antioco ,secondo la megalomania dei proponenti, al sud Sardegna. I lavori prevedono la sostituzione del ponte esistente, che collega l'isola con la statale 126 dir, e il dragaggio del canale di navigazione nella laguna: lo scopo di quest'ultima operazione dovrebbe essere, oltre alla creazione di una nuova circonvallazione, quello di consentire il passaggio di barche a vela di grosse dimensioni, alle quali è attualmente impedita la navigazione.
Chi ha pensato questo ponte non ha certamente interesse al passaggio delle imbarcazioni a vela, le medio grosse imbarcazioni non ci possono passare perché risulta ancora troppo basso nella campata centrale , pensa ad un remunerato progetto e ad un appalto capiente di tante necessità.
Per il Grig "l'opera appare sovradimensionata e poco compatibile con i valori storico-culturali del sito interessato dove, tra l'altro, è presente il rudere del ponte romano, simbolo del luogo e fondamentale riferimento del patrimonio culturale identitario degli abitanti di Sant'Antioco".
La viabilità a servizio del ponte impegna tante aree limitrofe e riduce l'espansione dell'abitato creando una circonvallazione che porta le persone a transitare fuori dal centro commerciale di S.Antioco a solo vantaggio del centro di Calasetta . Chi percorre oggi la SS 126 si ferma nell'abitato , invece con questo progetto di viabilità accessoria al ponte , sarà obbligata a seguire un altro percorso e non si fermerà più. Il ponte esistente consente il passaggio di natanti a motore e di qualche peschereccio di medio piccole dimensioni, oggi le barche a vela , che non possono transitare sotto il ponte , attualmente sono il 80 % del naviglio da diporto ovvero centinaia di migliaia di imbarcazioni. Il porto turistico esistente viene ignorato da tutte queste le barche , non possono attraccarci. Col nuovo ponte , quello del fantasioso progetto, alto appena 18 metri , passeranno una piccola parte delle barche a vela e quindi il ponte del Faraone non risolve i problemi del porto turistico di S,".Antioco. In realtà li aggrava perché penalizza l'abitato e le barche a vela ancora non passeranno sotto il nuovo ponte perché avranno paura di disalberare.
Il ponte che la cricca di potere vuole non serve a S.Antioco, diventerà il ponte della povertà, del futuro incerto, degli investimenti inutili, dei progetti mancati in nome di un insano utilizzo del potere politico orientato verso interessi personali che penalizzano quelli collettivi. L'alternativa è quella nella bocca di tutti, da molto tempo si è parlato di un ponte mobile, o girevole o che si solleva, soluzione utilizzata in tanti paesi e in tantissimi posti. Anche in Italia, da poco è stato inaugurato un ponte mobile a Ravenna. Le immagini sono su internet , accessibili a tutti. Con un ponte mobile, il cui costo è di quasi venti volte inferiore rispetto al ponte faraonico , può essere costruito in acciaio con pochi milioni, si risolvono i problemi di sviluppo economico di S.Antioco. La viabilità rimane la stessa , non vi sono lunghi lavori da eseguire e il ponte potrebbe essere montato e reso agibile in sei mesi. Ma oltre ad un'opera piacevole da vedere, una caratteristica positiva è la velocità di esecuzione, mentre il ponte proposto avrà bisogno almeno di quattro anni di costruzione, e il colossale risparmio consentiranno di affrontare altri problemi infrastrutturali di S. Antioco. Infatti sarà necessario l'ampliamento del porto turistico con la Posa di altri pontili, la riapertura della zona cantieristica, una banchina per pescherecci di ogni dimensione che possono trovare assistenza a terra per il pescato. Il ponte mobile permette l'accesso d i ogni tipo di imbarcazione a prescindere dall'altezza dell'opera morta, delle antenne e della attrezzature da pesca. Permetterà il transito di imbarcazioni che utilizzeranno il canale per risparmiare ore di navigazione sulla rotta verso i porti tunisini e africani e troveranno in S.Antioco il porto finale prima della traversata verso sud o nel percorso inverso.
Tutte le strutture a terra, dai bar ai ristoranti, dai negozi di souvenir a quelli di attrezzature nautiche, dagli alberghi alle locande avranno un indotto in crescita dovuto alla maggiore affluenza di decine e decine di imbarcazioni in più e dei loro passeggeri. Non bisogna escludere il rimessaggio invernale sia per imbarcazioni locali e sarde, ma anche di italiani che possono trovare conveniente lasciare la propria imbarcazione e usufruirne durante il week end .
Il ponte mobile apre scenari di iniziative economiche imprevedibili, riqualifica le offerte commerciali e porta tutti gli abitanti di S. Antioco a partecipare individualmente alla produzione di ricchezza. Il concetto economico è importante e innovativo per la nostra economia perché non esiste un unico soggetto che offre posti di lavoro e controlla l'economia locale ma tutti possono trovare la loro attività contribuendo a distribuire la ricchezza da produrre.
Il ponte mobile non è un ignoto sconosciuto, chi ne diffida lo fa per ignoranza , l'Olanda, la Francia, tutta l'Europa possiede e costruisce ponti mobili che consentono in giusto equilibrio il passaggio di veicoli e natanti. Tutti i canali navigabili europei , e c'è ne sono tantissimi con compiti commerciali rilevanti, sono per la maggior parte mobili.
In una città del Nord, San Pietroburgo nel tessuto cittadino ne esistono 37, funzionanti e efficienti.
La follia politica e la sfrontatezza imprenditoriale invece vogliono scegliere altre soluzioni dannose per l'economia locale.
Gianfranco Accocci , Consigliere nazionale e la Sez .di S.Antioco del PSdAz.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna