«Sulla riforma della rete ospedaliera della Sardegna è stato un piacere constatare che non siamo gli unici ad essere fermamente contrari a un Piano regionale calato dall’alto». Così Paola Massidda, sindaco di Carbonia: «Nell’incontro organizzato dall’ANCI a Oristano, al quale ho partecipato lunedì scorso, tutti i sindaci presenti, da Cagliari a Sassari, hanno contestato il loro mancato coinvolgimento e la scarsa considerazione delle diverse esigenze dei territori». Secondo il primo cittadino, la riforma manca di attenzione nei confronti delle esigenze dei territori: «Il Piano – prosegue Massidda – non tiene conto della situazione sanitaria delle aree più marginali dell’Isola, compreso il Sulcis Iglesiente e la città di Carbonia. Si rischia di ridurre ulteriormente i servizi sanitari nelle aree interne e disagiate, con grave lesione del diritto alla salute di tutti i nostri cittadini. Per questi motivi chiedo a gran voce che la regione apra un tavolo di confronto con tutti i rappresentanti politici degli enti locali, recependo le istanze e le osservazioni critiche, alcune delle quali già a suo tempo formulate e mai accolte». Lo strumento che Massidda suggerisce alla giunta regionale è quello di «un confronto serio, franco e leale per studiare una riforma della rete ospedaliera che sia il più possibile condivisa dai sindaci della Sardegna e che risponda alle peculiarità dei diversi territori. I sindaci della Sardegna dovranno essere gli attori protagonisti della Riforma e non semplici spettatori chiamati a subire scelte prese altrove. L’esigenza di razionalizzare la spesa e di ridurre i costi non deve in alcun modo incidere sulla qualità e quantità dell’assistenza sanitaria».
Giovanni Di Pasquale
Carbonia. Il sindaco Massidda contro la giunta regionale: No a una riforma della rete ospedaliera calata dall’alto
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