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Carbonia. Oggi 18 dicembre la città del carbone compie 77 anni. (approfondimento di Sabrina Sabiu)

Cultura
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Il 18 dicembre la città del carbone compie 77 anni. un'età rispettabilissima per una città di fondazione come Carbonia, costruita in pochissimo tempo, meno di un anno, per essere funzionale alla Grande Miniera di Serbariu, dove si sarebbe estratto il carbone sardo, che negli anni dell'autarchia fu la prima risorsa energetica nazionale. l'avventura del carbone sulcitano, però, ha natali più lontani nel tempo. occorre tornare alla metà del XIX secolo e allo sfruttamento del bacino Carbonifero di Bacu Abis in attività già dal 1851. Nel 1853 la concessione venne assegnata alla Società TIRSI-PO,di proprietà degli imprenditori genovesi Ubaldo Millo e Vincenzo Montani.citta carbone La miniera ebbe una produzione discontinua fino al 1871, anno in cui la concessione fu affidata all'Ing. Anselmo Roux, che nel 1873 costituì con la Compagnia Generale delle Miniere la Società Anonima proprietaria della Miniera di carbone di Bacu Abis in Sardegna. L'ing. Roux giunse nell'Isola come ingegnere ferroviario per la costruzione di una ferrovia privata della Società Monteponi e in quel contesto ebbe modo di conoscere e valutare l'estensione e le potenzialità del bacino carbonifero di Bacu Abis. Il Roux dovette affrontare numerose difficoltà nella gestione della concessione, ma fu un precursore del ripristino ambientale nelle aree minerarie, ifatti impiantò vigneti nei gradini dove la coltivazione era esaurita e attuò una vasta riconversione agricola con l'introduzione di strumenti agricoli importati dal Piemonte, la costruzione di case coloniche, magazzini , stalle, scuderie, fienili e pollai. Per queste iniziative A. Roux ottenne un prestigioso premio da Ministero dell'Agricoltura. Nel 1896 venne costruita una nuova laveria con annessa fabbrica di agglomerati, ma nel 1909 gli eredi del Roux cedettero la concessione all'imprenditore Ferruccio Sorcinelli, che nel 1915 mutava in Società Anonima di Bacu Abis, ampliando l'esercizio e lo sfruttamento delle miniere di Bacu Abis, Cortoghiana, Caput Acquas e dei permessi limitrofi. Il gas ottenuto col carbone di Bacu Abis e di Caput Acquas venne comparato per quantità e qualità a quello ottenuto con gli ordinari carboni fossili inglesi. Su intercessione dell'Onorevole Roth, deputato del collegio di Alghero, il Governo adottò alcuni provvedimenti che consentirono un maggior sviluppo dei lavori. La lignite di Bacu Abis seppur caratterizzata da un elevato contenuto in zolfo presentava un alto potere calorifero. In virtù dei provvedimenti governativi le miniere ricevettero un nuovo impulso sotto la guida di Sorcinelli, il quale investì nuovi capitali nell'ammodernamento degli impianti; Venne iniziato lo scavo di alcuni pozzi in ausilio delle discenderie, tra i quali uno chiamato Emilio in nome del banchiere romano Emilio Paoletti e un altro Roth in omaggio al parlamentare; verranno costruiti anche il Pozzo Impero e il Pozzo Nuovo. L'attività estrattiva ebbe notevoli ripercussioni anche sul tessuto economico locale a vocazione agropastorale,infatti, nacquero intorno ai nuovi pozzi i villaggi minerari di Caput Acquas, Cortoghiana, Sirai seguiti in tempi moderni da Serbariu e Nuraxi Figus. Dopo la morte di Sorcinelli la famiglia cedette le proprie azioni al Gruppo Montevecchio, controllato da Castoldi, Bertolio e Giordano(eredi A. Sanna). L'11 gennaio 1934 la Società Mineraria Carbonifera Sarda con sede a Bacu Abis, rilevò dalla Società Monteponi-Montevecchio la Miniera di Bacu Abis con tutte le Concessioni. Il 9 dicembre 1933 venne costituita a Trieste, dai dirigenti della società ’Arsa, la Società Mineraria Carbonifera Sarda (SMCS) che con il capitale sociale di 1.500.000 lire si prefiggeva lo sfruttamento delle miniere carbonifere di Bacu Abis, Cortoghiana, Caput Acquas, Sirai e Piolanas nord. La concessione mineraria di Serbariu ,che estendendosi ingloberà i cantieri di Nuraxeddu in concessione dal 1923, venne esplorata dall’ACaI nel 1936; nel 1937 in contemporanea con la messa in esercizio dei Pozzi 1 e 2, che alla fine dell’anno sono profondi già 179 m, venne richiesta la concessione con la denominazione “Serbariu”, ufficialmente ratificata con un Decreto del Ministro Segretario di Stato per le corporazioni il 18 gennaio 1939 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio 1939, quando la miniera è già funzionante nei primi tre livelli di coltivazione ormai da circa due anni . Nel 1934 il governo fascista intensificò i suoi interventi nell’imprenditoria pubblica allo scopo di operare una ristrutturazione coerente con l’assetto economico internazionale. La politica di preparazione al secondo conflitto mondiale privilegiò il settore delle materie prime combustibili ed estese il protezionismo doganale all’intero settore minerario; il 28 luglio 1935 venne costituita con un capitale di 50.000.000 lire l’ACaI, Azienda Carboni Italiani. La nuova azienda operò prevalentemente nel bacino carbonifero dell’Istria e in Sardegna per lo sfruttamento dei bacini di carbone del sudovest dell’isola e assorbì la Società Mineraria Carbonifera Sarda. La grande miniera di Serbariu entrò in attività, sotto la guida dell’ACaI, nel 1937; il 18 dicembre 1938 Mussolini inaugura Carbonia, la nuova ed ultima città di fondazione. Il piano urbanistico di Carbonia mette in evidenza come le due entità siano state concepite come un unicum di relazioni urbane, produttive e sociali. Città e Miniera scandiranno insieme i tempi del lavoro e della produzione, del passaggio dal fascismo alla democrazia. Il sito minerario, coltivato sino al 1964 e progressivamente dismesso nel 1971, ha caratterizzato l’economia del Sulcis e rappresentato tra gli anni ’30 e ’50 una delle più importanti risorse energetiche d’Italia.

Sabrina Sabiu

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