“Il sacro e il profano” e “La devozione in Barbagia” sono i due volumi fotografici realizzati della fotografa nuorese Maria Carmela Folchetti, che alle 19.30 di martedì 30 agosto a Nuoro, verranno presentati nella Vecchia Chiesa delle Grazie. Oltre all’autrice, è prevista la partecipazione del giornalista Giacomo Mameli, di Domenico Canu e Ciriaco Offeddu. Gli intermezzi musicali saranno a cura dell’Associazione “POPULOS – TENORE NUGORESU”.
Un racconto per immagini della parte più intima della cultura popolare
sarda, un viaggio nella quotidianità che sfugge alla razionalità, due
opere leggere e delicate di un'autrice che conosce profondamente
l'isola, da sempre al bivio tra sacro e profano.
Il primo volume dal titolo “Sacro e profano in Sardegna” è in realtà
un libro double-face costituito dai volumi “Il carnevale” e “I riti
della Settimana Santa”. Il secondo, “La devozione in Barbagia”, indaga
le feste di San Francesco di Lula, Nostra Signora delle Grazie e Il
Redentore.
Il primo, morte e resurrezione dei carnevali sono opportunamente
abbinati a quelli della tradizione cristiana. Le tristi sfilate dei
Mamutones sfumano nelle processioni meste di una Settimana Santa
sempre intensa e partecipata. Maria Carmela Folchetti coglie, senza
mai oltrepassare il sottile confine della rappresentazione
folcloristica e spettacolare, i segni intimi di cerimonie arcaiche. La
tensione e la forza primordiale dei carnevali sfuma nella ritualità
composta delle processioni. I segni di passaggio dal pagano al
religioso sono attentamente rappresentati. Lo sguardo alle feste è
sempre attento e acuto, la sintassi fotografica precisa e sicura. La
sapiente padronanza dei piani di messa a fuoco e del mosso controllato
rendono dinamica la scena senza pietrificarla ma lasciandola fluire in
“Un’intensa vibrazione di luce”.
Il secondo è un doveroso omaggio al padre Carmelo con le sue immagini
datate 1978. Un simbolico passaggio di testimone per continuare a
rappresentare un affresco Deleddiano di feste antiche che
costituiscono ancora parte importante delle fondamenta culturali della
società barbaricina.
I libri, arricchiti dai testi di Amedeo Spagnuolo, Gian Nicola Spanu
Chiara Solinas e Marina Moncelsi, costituiscono un viaggio
nell’immaginario visuale di una fotografa attenta alla cultura della
sua terra e ci consentono di vedere la sua evoluzione a partire dalle
prime immagini datate 1986. Appare nitido un percorso artistico e
culturale che si evolve dal puro stile documentario verso una ricerca
più attenta ai significati profondi di riti ancora vivi e sentiti.
Quello di Carmela Folchetti è un viaggio lungo trent’anni alla
scoperta delle sue (e delle nostre) radici. La sua fotocamera ferma
momenti lontani di devozione sentita e partecipata mostrandoci un
mondo che rischia di cedere lentamente il passo al folklore. Solo uno
sguardo attento riesce ancora a cogliere i segnali autentici che
connotano e distinguono uno spettacolo per turisti da una millenaria
rievocazione della nostra storia.