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Cagliari. Festival LEI Lettura, Emozione Intelligenza. Terza edizione

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Entra nel vivo la terza edizione del festival organizzato dalla Compagnia B di Alice Capitanio. Fino al 3 dicembre filosofi, teologi, scrittori e psicologi si confronteranno sull’affascinante tema dell’Al di là. Tra i protagonisti della terza giornata il gradito ritorno di Umberto Galimberti.

Dopo la lectio magistralis del filosofo Remo Bodei, che martedì ha aperto il programma cagliaritano del LEI festival, la manifestazione, organizzata dalla Compagnia B con la direzione artistica di Alice Capitanio si trasferisce al Teatro comunale di piazza Dettori. Si inizia alle ore 17 con il saluto delle autorità e con Al di là della paura reading-concerto con l’attore Angelo Trofa e la cantautrice Chiara Effe.

Il programma degli incontri con gli autori avrà inizio alle ore 18 con Empatia in tempi di rabbia, lectio magistralis della filosofa Laura Boella. Cos’è l’empatia oggi? In che misura comprenderla ci aiuta a gestire il rapporto con gli altri? Il valore dell’empatia per la convivenza è balzato in primo piano nel dibattito pubblico. La società contemporanea, attraversata da dinamiche globali, si è trovata ad affrontare il problema della lacerazione dei legami interpersonali, del trionfo dell’avidità, della lotta per l’accaparramento delle materie prime, dell’individualismo e dell’odio per chi non appartiene al gruppo. In pochi anni l’empatia si è rovesciata in rabbia, interpretando i sentimenti di umiliazione e di odio prodotti dal disordine mondiale. L’empatia mostra di essere un’esperienza incarnata, disordinata, personale e politica, ma su cui è necessario soffermarsi poiché definisce il nostro difficile, ma fondamentale, rapporto con l’altro.

Laura Boella, professore ordinario di Filosofia Morale presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università Statale di Milano, è una delle maggiori studiose del pensiero femminile del ‘900, in particolare di autrici quali Hannah Arendt, Simone Weil, Maria Zambrano, Edith Stein. Ha sviluppato il tema delle relazioni intersoggettive e dei sentimenti di simpatia, empatia, compassione con riferimento al pensiero di Edith Stein e di Max Scheler, nonché agli studi sperimentali sulle basi neurobiologiche dell’empatia.

Alle 19 Per uno stato che ama i suoi cittadini, conferenza di Silvano Agosti. Al di là della società che conosciamo colma di disuguaglianze e di insoddisfazioni e di sfruttamento sul lavoro è possibile concepire un modello di comunità diverso? Che si ponga come obiettivo la vera felicità e la realizzazione dell’essere umano? Siamo ancora in grado di valorizzare le nostre vite? Silvano Agosti prova a rispondere a questi interrogativi attraverso una serie di riflessioni che mettono in contrapposizione i valori cardine dell’esistenza umana con gli assurdi diktat dei nostri tempi, laddove denaro, produttività e standard di lavoro da 8 ore giornaliere, hanno tolto all’uomo i beni più preziosi che gli sono stati forniti: libertà e tempo necessario per vivere. Un incontro che è anche un invito a ciascuno di noi ad invertire la marcia, per riscattare la propria esistenza e quella del pianeta intero, poiché poter vivere e non soltanto esistere è il diritto fondamentale di ogni essere umano.

Dopo aver viaggiato giovanissimo per l’Europa in autostop, e in seguito in tutto il medio oriente e l’Africa del Nord, Silvano Agosti ha frequentato dal 1960 il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e ha iniziato a realizzare cortometraggi e film. Il suo film La ragion puraha ricevuto in premio il Golden Globe. Nel 2016 realizza un docufilm sui bambini disabili dal titolo “Il fascino dell’impossibile”. Nel 2018 conclude un’opera cinematografica sui dieci anni che vanno dal 1968 al 1978 dal titolo “Ora e sempre riprendiamoci la vita”. Ha scritto diversi romanzi e testi di poesia.tra i suoi libri: L’uomo proiettile (candidato al Premio Strega), Il cercatore di rugiada, Il ballo degli invisibili (vincitore Premio Grazia Deledda).

La giornata sarà chiusa alle ore 20 dalla lectio magistralis di Umberto Galimberti L’al di là, vero discrimine tra le due radici dell’Occidente. “Vi scongiuro, fratelli, rimanete fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze!” Così scrive Nietzsche dopo aver annunciato la morte di Dio e il superamento dell’ultimo uomo ad opera del superuomo, che ha liquidato tutti i retro-terra metafisici. L’ultimo uomo ha usato e abusato della terra per abbellire il concetto dell’al di là, ha sottratto ad essa i colori e le immagini con cui ha adornato il regno delle idee eterne. Il superuomo, che sa della morte di Dio, riconosce nell’al di là una fantastica immagine della terra, e alla terra restituisce tutto quanto le è stato sottratto.

Umberto Galimberti è stato professore ordinario di filosofia della storia, di psicologia generale e di psicologia dinamica all’Università di Venezia. È membro ordinario dell’ International Association of Analytical Psychology. Ha collaborato con Il Sole 24 Ore e dal 1995 collabora con La Repubblica. Tra le sue pubblicazioni, tutte edite da Feltrinelli, ricordiamo: Psiche e techne. L’uomo nell’età della tecnica (1999). Tra le ultime pubblicazioni: La parola ai giovani (2018), Avventure e disavventure della verità (2018), Parole nomadi (2018).

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