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Carbonia. La Cernita, dieci anni di storia per uno spazio “teatrale che diventa “sociale

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Che storia, quella della compagnia teatrale La Cernita. Iniziata dieci anni fa in sordina, proseguita a piccoli passi, senza clamore ma con un’idea precisa: creare uno spazio “teatrale” che non si accontenta di aver infranto la “quarta parete”, di essere tornato “per la strada” senza timori reverenziali ma che vuole espandersi ed essere spazio “sociale” già con la scelta di un nome in cui c’è un marchio di fabbrica. brochure Cernita“La Cernita”, quella che le donne – le “cernitrici” – operavano sul materiale scavato dagli uomini nella miniera della città per eliminare il materiale di scarto, è un palese riferimento alla storia della città, somma di storie minori che compongono la storia di un popolo. Tanti i lavori che La Cernita ne ha tratto, in questi due lustri la cui ricorrenza è festeggiata nei prossimi tre giorni – venerdì, sabato e domenica: «Un’importante ricorrenza – commenta a nome dell’amministrazione comunale l’assessore alla Cultura Sabrina Sabiu – che è anche l’occasione per rivendicare le origini storiche della compagnia». Non vano ovviamente dimenticati i corsi e seminari per appassionati di tutte le età, le rassegne teatrali, il lavoro nelle scuole: una mole di attività professionale che accreditano oggi La Cernita como una delle realtà più importanti del panorama locale ma ormai proiettata su ambiti bon più vasti, sicuramente quello regionale, nel quale collabora ormai da tempo con gli storici e più importanti soggetti sul campo.

Le iniziative previste nel programma per i festeggiamenti del decennale dalla fondazione dell’ensemble teatrale si svolgeranno tutti a Bacu Abis, da anni la “tana” della compagnia, nel cui teatro si svolgono le attività più importanti della compagnia.

Si inizia il 24, alle ore 18, con una produzione del Gruppo Teatro Albeschida, compagnia da tempo impegnata nel settore del teatro come attività terapeutica nel Centro di salute mentale di Carbonia: si tratta della performance “Improvvisazioni su madame la th”, su testo di Alfredo Camera adattato da Angela Nocco e Lilla Dettori, regia di Giampietro Orrù e Maura Grussu. A seguire, “#Echoes progetto Cantieri Creativi_Proiezione”, a cura della Cernita in collaborazione con Albeschida e la sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Carbonia, e “La bellezza condivisa, incontro-confronto con Casa Emmaus, «dalla vita dell’arte all’arte della vita tra ricerca artistica e d esperienza umana e sociale: La Cernita, Albeschida e Casa Emmaus, un incontro in compagnia di tre realtà raccontato per immagini parole e gesti».

Il 25 maggio, dalle ore 18, in collaborazione con il Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria di Carbonia, incontro fra il direttore artistico della Cernita, la regista Monica Porcedda e il critico letterario, saggista, giornalista e studiosa dell’opera di Primo levi Angela Guiso: “Giulio Angioni e Primo levi, raccontare il tempo”, questo il tema dell’appuntamento che vuole «riscoprire la Sardegna attraverso la poesia di un vecchio e saggio antropologo-scrittore e la prosa di un giovane e brilante scrittore-chimico, dopo 100 anni dalla sua nascita». Alle 21, La Cernita metterà in scena “Frammenti di tempo: omaggio a Giulio Angioni e Primo Levi”, con Lucia Longu, Mariella Mannai, Monica Porcedda, Luciano Sulas e Rosanna Sulas, musiche eseguite dal vivo dal saxofonista Gavino Murgia: «Tra suoni ancestrali e innovazione musicale, Gavino Murgia ci accompagna in un nuovo viaggio nell’Isola tra il dire e il non dire, il fare e disfare attraverso la poesia di Giulio Angioni e Primo Levi al suo esordio letterario».

Il 26 maggio si inizia alle 17 con “Chi va piano va sano e va lontanto!”, esito finale dello SpazioLabBimbi diretto da Monica Porcedda, con Filippo Salidu, Viola Mereu, Giovanni Fois, Laura Fois, Alberto Porcu, Francesca Camporelli, Lorenzo Camporelli e Francesco Vadalà, Luminita Loredana Surduc assistente alla regia: «Corpi, voci, emozioni, parole, immagini, libertà e tanta tanta fantasie sono gli ingredienti per costruire SpazioLabBimbi, un’esperienza ludica e creativa che utilizza il teatro come strumento di scoperta e sperimentazione di sé e dell’altro». A chiudere la serata e la tre giorni, “Kairos”, esito finale di #CantieriCreativi_ragazzi, progetto di educazione al teatro e all’arte contemporanea tra il manuale e il digitale, rivolto ad un gruppo di adolescenti che hanno lavorato a una performance incentrata sul tema del tempo – come il titolo della stessa fa ben presagire. Un percorso multidisciplinare nel quale Monica Porcedda ha curato regia, drammaturgia collettiva, corpo, voce e parola; Maria Giulia Cirronis mediazione artistica nella relazione d’aiuto, pedagogia dell’espressione e fotografia; Marco Nateri costumi e scenografie, con l’assistenza di Luminita Loredana Surduc; Giampietro Guttuso suono e illuminotecnica; il collettivo FabLabSulcis arte digitale. I protagonosti sul palcoscenico saranno, Dario Mura, Cristina Alciator, Gioia Di Pasquale, Leonardo Massa, Sofia Cacciarru e Leonardo Cacciarru.

Giovanni Di Pasquale

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