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Carbonia. Le marionette di Agostino Cacciabue incantano il pubblico di Bacu Abis Teatro. Dal 15 marzo parte #CantieriCreativi, laboratorio per i ragazzi da 11 a 15 anni

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Agostino Cacciabue è un uomo che ispira dolcezza. Alto, grosso, con una voce gentile dall’accento lombardo non troppo marcato e con due mani fatate riesce a dare un anima alle sue marionette. L’anima, la vita passano dentro i fili sottilissimi che muovono la testa e gli arti delle sue creazioni, come gli impulsi elettrici che dal cervello si irradiano per il sistema nervoso: ne vengono fuori movimenti armonici – non per nulla lo spetacolo si chiama “Il fil’armonico” – ma non naturalistici: veri come sa essere vero il teatro, vero senza pretendere di essere la verità.

Il filarmonicoLe storie dei suoi pupazzi si incrociano con le vicende biografiche più o meno reali, a volte un poco romanzate, a volte nate dall’osservazione del mondo, quel mondo che Agostino ha girato in lungo e in largo e che l’hanno portato a raccogliere consensi dappertutto, come è accaduto nel 2006, quando proprio lo spettacolo andato in scena il 17 febbraio nell’ambito di Bacu Abis Teatro, per l’organizzazione della compagnia La Cernita, ha vinto il 2° premio al Festival Internazionale “Puppet Theaters and Other Forms of Scenic Animation” organizzato dal Dipartimento Teatro D’Animazione dell’Accademia D’Arte Drammatica di Kharkiv in Ucraina. Tutte le storie sono senza parole, a parte quelle introduttive del marionettista: c’è la musica, spesso jazz, e ci sono gli eloquentissimi movimenti delle marionette, capaci perfino di ballare il tip tap o mettere in scena un comicissimo striptease. La meraviglia di quelle creazioni si impadronisce dei presenti, siano essi grandi o piccini: non c’è età per l’incantesimo dell’immaginazione. Tutto comincia con un fazzoletto a cui si collocano cinque piccole sfere come piedi mani e testa, ai quali si attaccano dei fili legati a un paio di legni incrociati e via, il fazzoletto si anima, si muove sinuoso da qua e di là sul palcoscenico, è vivo perché vive nella fantasia del suo creatore.

Dopo lo spettacolo Agostino Cacciabue si è trattenuto a dialogare con il pubblico, raccontando la sua storia di artista delle marionette e della compagnia quartese Teatro Tages. Durante lo spettacolo ha raccontato di un pupazzo che suo padre costruiva con un fazzoletto, che diventava un topo sempre pronto a fuggire dalle mani del genitore: una storia vera ma non troppo, ha confessato, «mio padre, in fondo, non giocava quasi mai con me, ho voluto inventare il papà che avrei desiderato ma che non era quello vero». Il teatro ha così risarcito quel bambino forse un po’ malinconico e, diventato quegli adulto, ha saputo lenire il dolore di un ricordo mai troppo lontano.

La rassegna intanto prosegue, con le sue attività collaterali alle quali La Cernita attribuisce un ruolo di pari peso rispetto agli spettacoli sul palcoscenico. La novità delle ultime ore è il finanziamento della Fondazione di Sardegna che consentirà alla compagine di allestire #Cantieri Creativi, laboratori di teatro e arte contemporanea tra il manuale e il digitale riservato ai ragazzi fra gli 11 e i 15 anni, che si terranno nei locali del teatro della frazione: «Se vuoi fare un’esperienza divertente all’interno di un vero teatro – questo l’invito rivolto dai promotori ai possibili interessati – sperimentare la tua creatività con il corpo e la parola, il suono e le luci, il disegno e la fotografia, il video e l’arte digitale e condividere le tue idee in un gruppo per costruire insieme una performance finale, non perdere questa occasione». Il parterre degli insegnanti di questo laboratorio multidisciplinare è di tutto rispetto: Monica Porcedda introdurrà i giovani a “Corpo, voce, parola, drammaturgia collettiva, regia”, Maria Giulia Cirronis a “Mediazione artistica nella relazione d’aiuto, fotografia, pedagogia dell’espressione”, Marco Nateri, che torna a Bacu Abis dopo le pregnanti esperienze degli anni passati, trasmetterà ancora una volta la sua sapienza sul tema “Costumi e scenografie”, assistito da Luminita Loredana Surduc, Giampietro Guttuso si muoverà sul terreno del “Suono e illuminotecnica: due linguaggi nel teatro, infine l’associazione di promozione sociale FabLabSulcis porgerà i rudimenti della sempre più fondamentale, anche nel teatro, “Arte digitale”.

Gli interessati possono raccogliere ulteriori informazioni sul sito web www.lacernita.it e contattare per le iscrizioni l’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o il numero telefonico 3897673106.
Giovanni Di Pasquale

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