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Carbonia. Al Centrale “Lampedusa”, Donatella Finocchiaro e Fabo Troiano portano in scena il dramma dell’immigrazione

Spettacolo
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Anders Lustgarten, quarantenne drammaturgo britannico, è un esempio brillante di quella categoria di artisti che, nell’altro secolo, venivano definiti “engagé”. Impegnato, insomma, a raccontare la realtà di quella parte della società, purtroppo sempre più ampia, che, stritolata da meccanismi economici disumani, devono combattere con la residua dignità la povertà, l’emarginazione, la depressione che Gilles Deleuze e Félix Guattari, già negli anni Settanta, avevano descritto come malattia di massa in un mondo regolato dal potere impersonale del denaro. Lo si potrebbe accostare, dal punto di vista delle tematiche e dell’approccio, al regista, anch’egli suddito di Elisabetta II, Ken Loach: “Lampedusa”, che va in scena, per il debutto in Sardegna, martedì al Teatro Centrale, terzo appuntamento della rassegna di teatro e danza proposta dal Cedac e patrocinata dall’amministrazione comunale, è ben impiantata su un consolidato “groove”, a maggior ragione se si considera che la tematica – la migrazione verso l’Europa di masse di diseredati provenienti dall’Africa e dall’Asia – è cronaca, discussione quotidiana, politica, campagna elettorale: un banco di prova che la storia ha imposto al continente nel quale per la prima volta i “diritti umani” sono stati messi nero su bianco. Il lavoro di Lustgarden ha anche un altro pregio, per lo spettatore che non vorrà privarsi dell’appuntamento: mostra infatti un punto di vista “distante” dal dramma vissuto nel mare che separa l’Africa settentrionale da una piccola isola divenuta la “porta d’Europa”, quello di un intellettuale che osserva il tragico fenomeno da una Gran Bretagna non ancora in “Brexit” – la pièce è stata rappresentata per la prima volta nel 2015 – ma, evidentemente, già contaminata dal morbo della “paura dell’immigrato” che tanto ha pesato nel voto per l’addio all’Unione Europea. In patria, l’opera ha avuto ampi consensi dalla critica ed è stata premiata da un successo di pubblico ampio e convinto.

Donatella Finocchiaro e Fabio Troiano LampedusaTradotto dall’esperta Elena Battista, “Lampedusa” viene portato in scena, per la produzione di BAM Teatro, Teatro Eliseo e Mittfest, in collaborazione con La Corte Ospitale, da Donatella Finocchiaro e Fabio Troiano, volti ben conosciuti del palcoscenico e dello schermo grande e piccolo, diretti da Giampiero Borgia: scene e costumi sono dello studio Alvisi Kirimoto + Partners, luci a cura di Stefano Valentini, le musiche originali di Aleph Viola. «Il flusso migratorio che percepiamo come sempre più inarrestabile – così viene presentato “Lampedusa” – sarà il vero problema delle politiche comunitarie del prossimo decennio. La nostra Europa, che avevamo immaginato sena confini, rivendica adesso la geografia dei perimetri nazionali: il “metissage” multietnico proposto dalla mescolanza delle culture viene allontanato in nome del rispetto della propria etnia e delle proprie tradizioni, il populismo avanza dileggiando soluzioni semlici a problemi altamente complessi. E i muri che pensavamo di avere abbandonato alla memoria della storia, tornano ad erigersi con prepotenza nel cuore delle nostre città». Il racconto ha due protagonisti: Stefano, pescatore siciliano che si guadagna da vivere recuperando i corpi dei profughi annegati in mare; Denise, studentessa marocchino-italiana, immigrata di seconda generazione, che si mantiene agli studi lavorando per una società di recupero crediti. «La provertà e la disperazione – così prosegue al presentazione – sono sono solo lo scenario del racconto: sono causa generatrice del contrasto sociale, del male dei protagonisti. Argomento di fuga per entrambi ed insieme condizione per il miglioramento del proprio status, attraverso lo sciacallaggio della disperazione altrui. Il racconto di Lustgarten è sorprendentemente un racconto sulla sopravvivenza della speranza. Dietro il disastro sistematico della politica e delle nazioni, ci sono ancora fortunatamente le persone, la gentilezza individuale, la sorpresa dei singoli».

Donatella Finocchiaro è senza dubbio una delle più interessanti e versatili attrici del cinema italiano, capace di spaziare dai toni grotteschi della commedia ai film d’autore, da “Angela” di Roberta Torre a “L’Accabadora” di Enrico Pau, dal “Viaggio segreto” di Roberto Andò a “Terraferma” di Emanuele Crialese e “Sorelle mai” di Marco Bellocchio, fino al mondo virtuale di “Youtopia”, accanto al pathos di personaggi come “La ciociara”, nella trasposizione teatrale di Roberta Torre. Fabio Troiano alterna gli impegni televisivi, dagli esordi nella “Melevisione” a “Camera Café”, alle varie edizioni di “R.I.S.” e “Squadra Antimafia”, a programmi come “The Voice of Italy”, “Mistero Adventure” e “Caduta libera!”, al cinema con “Santa Maradona”, “Dopo mezzanotte”, “A/R Andata + Ritorno” e “Giorni e nuvole”, agli spettacoli e ai videoclip (“Cosa vuoi che sia” di Luciano Ligabue).

Lo spettacolo avrà inizio alle ore 20.45.

Giovanni Di Pasquale

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