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Carbonia. Lo “Schiaccianoci” innovativo della compagnia Balletto di Roma

Spettacolo
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SchiaccianociQuattro anni fa, fu il Balletto di Mosca La Classique a portarlo in scena al Teatro Centrale: edizione sontuosa, con le coreografie di Marius Petipa, uno dei padri del balletto classico, il primo ad averlo portato in scena nel 1892 insieme a Lev Ivanov. Lo “Schiaccianoci” che arriva invece sabato, alle 20.45, sempre al Centrale, è una versione inedita, con le coreografie originali create da Massimiliano Volpini per il Balletto di Roma. Sulle musiche, fra le più celebri di tutto il repertorio classico, di Pëtr Il’ič Čajkovskij, il coreografo trasferisce la vicenda dalla ricca e sfarzosa Casa Stahlbaum a una strada nella periferia di una moderna metropoli, abitata da poveri e emarginati, senzatetto e “ribelli senza fortuna”: una schiera di “invisibili”, che riescono a sopravvivere tra freddo e stenti grazie agli scarti della grande città. Un muro separa due universi paralleli, nascondendo agli occhi delle persone più abbienti la miseria e lo squallore dei quartieri più degradati, e tracciando un confine al di là del quale Clara e gli altri ragazzi, che hanno sperimentato sulla propria pelle la durezza e le difficoltà dell’esistenza, aspirano a conquistare un futuro migliore.

Il sogno dei fanciulli ha salde radici nella realtà, per loro il giorno di Natale non ci sono doni ma la quotidiana battaglia per sopravvivere e l’inatteso regalo, un pupazzo, offerto da un misterioso benefattore diventa il simbolo del riscatto, rappresenta “colui che ce l’ha fatta” a superare il muro per raggiungere il successo. Un viaggio surreale nell’altra parte della città caratterizzerà quella notte d’incanti: in compagnia del suo Eroe moderno Clara riuscirà a scavalcare la barriera che divide fisicamente la metropoli, sfidando l’ira dei vigilanti chiamati a soffocare i fermenti rivoluzionari, mentre la fantastica battaglia con il Re dei Topi si tradurrà in un “semplice” scontro di strada che si concluderà con la salvezza di Schiaccianoci e la fuga della protagonista. Clara si ritroverà adulta in un’altra vita, pronta ad avventurarsi tra le meraviglie di un paesaggio urbano sconosciuto, tra lo splendore di case e palazzi e le scintillanti vetrine dei negozi, per il tempo di un sogno.

Nel secondo atto “Lo Schiaccianoci” di Massimiliano Volpini si reinserisce nel solco della tradizione, per proporre un favoloso “viaggio tra le danze del mondo in compagnia di personaggi bizzarri: un incanto che cancellerà per un attimo gli incubi grigi di una vita nell’ombra”. Il coreografo reinventa la storia per mettere l’accento sulle contraddizioni della società, sull’abisso che separa i pochi privilegiati dai loro simili più indigenti e sugli effetti tragici di un’ingiusta distribuzione della ricchezza, ma sceglie di conservare lo sguardo innocente dell’infanzia, il carattere fanciullesco del racconto per non tradire lo spirito del balletto, e offrire al pubblico nuovi spunti di riflessione sul presente conservando tutta la magia e la poesia della fiaba.
Giovanni Di Pasquale

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