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Oristano. Da domani Dromos fa tappa a San Vero Milis per una due giorni all’insegna del cinema d’autore.

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C’è ancora San Vero Milis (OR) nel cammino di Dromos, il festival itinerante che fino a venerdì (con una tappa ulteriore il 28 agosto) propone i suoi appuntamenti tra Oristano e altri centri e località della sua provincia. Da domani (mercoledì 11) il festival proporrà una due giorni dedicata al cinema d’autore, nel Giardino del Museo Civico, con una serie di proiezioni che vivranno il loro primo appuntamento alle 22 con il cortometraggio “Warlords” di Francesco Pirisi. Il lavoro – vincitore del premio “Centottanta” nel 2018 - racconta le vicende dei due bambini, Malik e Sultan, il primo proveniente dall’Africa sub-sahariana e il secondo dalla Siria. Entrambi affrontano la guerra e la morte che distrugge senza pietà i rispettivi paesi. Per sopravvivere, il primo deve combattere in una milizia paramilitare, il secondo deve fuggire dalle bombe. Migliore film maker al Premio Sardegna Teatro, Francesco Pirisi dosa sapientemente tensione e carica emotiva, in tre minuti di grande intensità, condensando l’orrore e il dolore di chi è costretto dalla guerra a sopravvivere con ogni mezzo, senza una giustizia che lo tuteli o lo protegga.
A seguire, verrà proiettato il lungometraggio animato “La tomba delle lucciole” di Isao Takahata, realizzato dallo studio Ghibli (da lui fondato nel 1985 con il suo partner di lunga data Hayao Miyazaki). Il film racconta la storia di Seita e Setsuko, due fratellini giapponesi che vivono il dramma del bombardamento di Kobe durante la seconda guerra mondiale. Uno struggente capolavoro, destinato ad accompagnare a lungo lo spettatore, come un monito tanto crudele quanto prezioso. A causa della presenza di immagini particolarmente forti e della straziante tematica di fondo, ovvero le conseguenze dei bombardamenti americani sul Giappone sul finire della Seconda Guerra Mondiale, “La tomba delle lucciole” è generalmente considerato un film d’animazione più adatto agli adulti che ai bambini.
Al centro dello schermo, l'indomani, giovedì 12, il documentario di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado "Il sale della Terra". Nel lavoro - ispirato dalla potenza lirica della fotografia di Sebastião Salgado - vengono approfondite le drammatiche condizioni dei popoli africani, le condizioni dei lavoratori in giro per il mondo, il tema della migrazione umana, con un focus sugli angoli del pianeta non ancora contaminati dalla modernità. Un'esperienza estetica esemplare e potente, un'opera sullo splendore del mondo e sull'irragionevolezza umana che rischia di spegnerlo.
A San Vero Milis, fino al prossimo 31 agosto su può anche visitare la mostra di arti visive "Lucciole" – a cura di Anna Rita Punzo e Ivo Serafino Fenu -, sul tema che connota e dà il titolo a questa edizione numero ventitré del festival. Nei suggestivi spazi delle chiese sconsacrate dedicate alle Anime e a San Salvatore, nel giardino del Museo Civico sono in esposizione i lavori di dodici artisti del panorama contemporaneo: insieme alle installazioni site specific di Josephine Sassu, Sabrina Oppo, Daniela Frongia, Michele Marrocu e Veronica Paretta, si possono apprezzare una selezione di opere fotografiche di Alberto Terrile tratte dal repertorio del trentennale progetto "Nel segno dell'angelo", le "Cartografie Corporali" di Monica Mura, lavori editi e inediti di Filippo Franco Boe, Narcisa Monni e Gianni Nieddu accanto ad altri tratti dalla ricca e poliedrica produzione artistica di Pietro Sedda e di Antonello Fresu. La mostra, con ingresso libero, è aperta ogni giovedì, venerdì e sabato dalle 18 alle 20; visite possibili anche in altri giorni, su prenotazione, per gruppi di almeno quattro persone, telefonando al numero 078353611. Accesso limitato e distanziato, nel rispetto delle norme anti-covid.
Dromos vivrà il suo penultimo appuntamento venerdì 13 agosto nel bosco di Mitza Margiani, nei pressi di Villa Verde, cornice naturale che ospiterà il sassofonista Enzo Favata con il repertorio e i musicisti (Pasquale Mirra al vibrafono e alla marimba midi, Rosa Brunello al basso e al contrabbasso, e Marco Frattini alla batteria) del nuovo album del sassofonista sardo, "The Crossing".

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