“La vedova Socrate”, testo tratto dal racconto “Der Tod des Sokrates” (“La morte di Socrate”) di Friedrich Dürrenmatt, è stato presentato dalla produzione, Il Centro Teatrale Bresciano, come una sorta di “passaggio di testimone” tra Franca Valeri e Lella Costa.
Abbiamo visto e applaudito diverse volte la seconda e possiamo dire che c’è più di un filo che la lega alla prima, scomparsa recentemente qualche giorno dopo il suo centesimo compleanno: lo spettacolo, previsto per venerdì alle ore 21.30, nell’ambito della rassegna “Notti a Monte Sirai”, avviene quindi anche nel suo ricordo. Lella ha sicuramente guardato all’inarrivabile Franca, che d’altronde è stata ed è modello per tutt’un certo tipo di attrice comica, che predilige l’ironia velata di sarcasmo e la pungente satira di costume: e Franca ha guardato alla bravissima Lella, proponendole questo monologo – terreno prediletto per la Costa – che ella stessa ha elaborato partendo, appunto, dal racconto del drammaturgo e scrittore svizzero. La vicenda del grande filosofo ateniese vista con gli occhi di una donna, di sua moglie, quella Santippe che è passata alla storia che paradigma della moglie rompiscatole. «Mi incuriosiva l’idea di sfatare questa leggenda che Santippe fosse solo una specie di bisbetica – ha raccontato l’autrice – così ne ho fatto una moglie come tante, con una vita quotidiana piena di alti e bassi, una donna forte e intelligente che del marito vede anche i tanti difetti». Non è solo l’esimio consorte ad essere preso di mira ma anche la sua illustre cerchia finita sui manuali di storia, letteratura, filosofia. «Ne nasce – lo descrive così la produzione – un racconto ironico e acuminato, tanto che Santippe deciderà di scrivere lei stessa un dialogo: ne saranno protagoniste le donne. Non occorre indagare la vera natura del proprio uomo: bisogna accettarlo così com’è, da vivo e da morto; d’altronde, “la morte di un marito è un così grande dolore che nessuna donna ci rinuncerebbe”».
Giovanni Di Pasquale
Carbonia. A Monte Sirai Lella Costa con “La vedova Socrate” nel ricordo di Franca Valeri
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