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Carbonia. “Notti a Monte Sirai”, va in scena l’«Orfeo Show»

Spettacolo
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L’anno scorso al centro della programmazione c’era sua maestà il vino, con al vertice un’inconsueta sfaccettatura delle “Baccanti” euripidee: quest’anno, per “Notti a Monte Sirai”, in scena va l’altro gran signore della cultura agroalimentare della nostra terra, il latte, protagonista della scena politica contemporanea, dei suoi prodotti di derivazione, in testa quel formaggio che è un perno dell’economia del territorio di Carbonia, non solo per quanto concerne la produzione ma anche per il gran numero di rivenditori sempre più alla ricerca della qualità. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Enti Locali per lo Spettacolo e promossa dall’amministrazione comunale con il contributo della Fondazione di Sardegna e la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici, giunge all’undicesima edizione: prevede quattro spettacoli teatrali rappresentati nell’anfiteatro di Monte Sirai e una serie di azioni a margine ma per niente marginali, il tutto teso dare valore al sito dell’altura che domina l’abitato cittadino e al legame fra cultura e attività produttive. Un intreccio fra teatro, danza, letteratura, tradizione economica millenaria, archeologia e presente, in connessione con il mondo dell’isola gemella, la Corsica, nella quale da anni è attivo il direttore artistico di “Notti a Monte Sirai” Orlando Forioso.

notti a monte siraiIl programma della manifestazione è stato illustrato venerdì mattina nella sala conferenze della Torre, presenti l’assessore comunale alla Cultura Sabrina Sabiu, il presidente dell’Associazione Enti Locali, nonché sindaco di Quartu Sant’Elena, Stefano Delunas e Anna Maria Loddo, rappresentante anch’essa della Associazione EE.LL. «Abbiamo a cuore – ha detto l’esponente della giunta - la valorizzazione del sito di Monte Sirai, che con questo genere di spettacoli ha il suo risalto ideale. La cosa importante è riuscire a mettere in sinergia questi spettacoli con le risorse produttive della città: il tema di quest’anno, il latte e i suoi prodotti di trasformazione, dunque: il formaggio, in primo luogo, ci consente di connettere la produzione culturale con uno dei settori principali dell’economia cittadina, quello legato all’allevamento ovicaprino. Voglio sottolineare l’imprescindibile supporto del personale di Sistema Museo, senza il quale non si potrebbe tenere in piedi un’iniziativa di questo genere e il prezioso apporto della compagnia La Clessidra, per l’attività collaterale all’interno dello spazio degli scavi, indirizzato al pubblico più giovane». Delunas ha evidenziato il rapporto che va rafforzandosi fra associazione e comune: «Sono convinto che con il comune di Carbonia possa aprirsi una stagione di collaborazione proficua, proprio perché il progetto culturale si muove a contatto con la realtà socioeconomica locale. La direzione artistica è affidata a un regista, un artista, un intellettuale visionario e capace di affascinare i fruitori con produzioni geniali, come già è stato riscontrato negli anni passati».

Il programma è stato tratteggiato da Loddo, che ha sottolineato la qualità degli spettacoli, quattro in tutto fra la fine di luglio e i primi di agosto, e lo stretto legame con la realtà locale e del sito archeologico.

Si inizia venerdì prossimo, 26 luglio, con “Significar mangiando. Quando il cibo diventa teatro/spettacolo”, protagonisti Edorado e Silvia Siravo, padre e figlia, accompagnati per la musica da Manuel Rossi Cabizza, testi, fra gli altri di Neruda, Campanile, D’Annunzio e Tomasi di Lampedusa. «Mangiare – così viene presentata la produzione del Teatro dei Due Mari – non significa solo appagare la sensazione di fame ma è anche convivio, nel senso latino del termine, piacere, consolazione, rifugio. Il problema del cibo è sempre stato il problema principale dell’uomo fin dall’antichità, tanto che molti autori hanno cercato una sintesi fra parole e sapori. Grandi opere della letteratura sono intrise di momenti conviviali, di ricette, di cibo perché ciò che ha a che vedere con il cibo ha a che vedere con la vita. I due attori ci raccontano attraverso la voce di vari autori della letteratura mondiale il senso del cibo nella vita, viaggiando attraverso la storia, la filosofia,la psicologia, la musica e la poesia. Con arguzia ed ironia, divertimento ed evocazione cavalcheranno le cucine letterarie dei più intriganti autori che si sono occupati del cibo nelle loro opere. Durante la serata un vero chef cucinerà davanti al pubblico», nello specifico Maxwell Frongia, direttore di cucina del ristorante Tanit.

Due giorni dopo, il 28, arriverà “Fimminesca” e l’atmosfera si inoltra nelle profondità della tradizione popolare femminile del Mezzogiorno d’Italia, quella studiata e raccontata dai maestri dell’antropologia e dell’etnomusicologia nel secondo dopoguerra. “Voci, tammorre e organetto per un concerto/festa. Musiche originali del sud Italia”, questo il sottotitolo della produzione di TeatrEuropa di Corsica: protagonista il duo Assurd, formato dalla cantante ed organettista campana Cristina Vetrone e dalla vocalist partenopea Lorella Monti, per l’occasione affiancate dalla cantante, attrice e percussionista Enza Pagliara e da Enza Alessandra Prestia, che da anni attraversa e reinterpreta il repertorio dei canti della tradizione salentina, entrambe da tempo protagoniste della temperie della “Notte della Taranta” che tanta fortuna ha fatto per i territori del Tacco d’Italia. «Quattro donne sul palco – così la sche da di presentazione – e che donne! Quattro personalità forgiate dalla esperienza della musica e del canto, frutto del genuino e consapevole approfondimento in ambito etnomusicologico e soprattutto dal palcoscenico e dalle feste del sud Italia. Dalla tradizione popolare dell’Italia meridionale alle creazioni il passo è breve. In “Fimminesca” l’incanto delle voci femminili si alterna ai ritmi delle tammurriate, delle pizziche, delle tarantelle, ai canti di protesta legati alla sfera del lavoro e dell’emigrazione, e alle serenate. Lo spirito forte di queste canzoni e di questa musica mette in risalto un gesto del corpo, una danza che, nella chiave interpretativa del quartetto, esalta l’universo della bellezza femminile».

Il 2 agosto l’appuntamento più attesto: la “Serata di Gala” firmata Michele Placido, su cui non spenderemo parola alcuna, tanta e tanto lunga e prestigiosa è la carriera di attore teatrale, cinematografico e televisivo. Un reading letterario musicale centrata su testi di alcuni fra i giganti della letteratura nazionale e internazionale, con sortite in direzione della canzone napoletana, favorite dalla presenza sul palco di cantanti e musicisti: «Un recital che vuole essere un racconto, un dialogo – così gli organizzatori – tra il famoso artista e gli spettatori. Michele Placido interpreterà poesie e monologhi di grandi personaggi come Dante, Neruda, Montale, D’Annunzio e non mancheranno i versi dei più importanti poeti e scrittori napoletani come Salvatore Di Giacomo, Raffaele Viviani, Eduardo De Filippo. Ad accompagnare il maestro in questo viaggio poetico musicale saranno Gianluigi Esposito e il suo musicista Antonio Saturno che interpreteranno le più belle canzoni napoletane di sempre fino a Sergio Bruni. Uno spettacolo pieno di atmosfere, dove lo spettatore sarà preso per mano e condotto da Placido tra le più belle pagine della poesia e del teatro».

Il programma termina il 4 agosto con la produzione più complessa del cartellone e sicuramente emblematica del fil rouge che lo sottende: “Orfeo Sardo. Bestiario, suoni e parole” è un testo scritto da Orlando Forioso, che cura inoltre la regia, le musiche sono di Gavino Murgia, compositore e saxofonista specializzato, tra le altre cose, nelle musiche di scena per produzioni dal timbro etnico lontano dal folklore di maniera, nel frangente accompagnato dal percussionista statunitense Jarrod Cagwin. Gli attori sono Andrea Tedde, Noemi Medas e Lea Antona, specialista del canto corso. Il mito di Orfeo, pastore, poeta e aedo, si connette aderendo alla perfezione con le tematiche delle “Notti a Monte Sirai, il cui sottotitolo è per l’appunto “Latte, amore e fantasia - Orfeo Show”. «La voce – questi gli spunti offerti dalla produzione TeatrEuropa di Corsica – crea e disfa mondi e ci accompagna in universi sconosciuti, fuori e dentro di noi. La Sardegna è da sempre matrice di suoni. Suoni prodotti con la voce, con canne, con il soffio con pelli e vesciche di animali. Queste premesse lasciano immaginare quanto sia perfetto il connubio con la parola, con l’oralità, il racconto ed il mito, che vivono dentra il DNA della memoria. Sonorità senza tempo che compongono un racconto universale. Quest’isola con la sua lingua dai suoni mistici e misteriosi e le sue maschere demoniache, è sicuramente la terra di Orfeo. Ma Orfeo non è ieri, è oggi; non è folclore, è necessità, è contaminazione di suoni e voci, di strumenti e ritmi, di immagini evocatrici e rituali, di vino e formaggio, di amore e morte. La Sardegna e la Corsica, in palcoscenico, per uno spettacolo “bestiale”».
Giovanni Di Pasquale

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