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Cagliari. Operatività stazioni comando CC Provinciale del 16 settembre 2021

Cronaca Regionale
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Operatività stazioni comando CC Provinciale del 16 settembre 2021

Continua l'opera dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cagliari finalizzata al contrasto del lavoro nero in agricoltura. Sulla base di una segnalazione dei colleghi della Compagnia di Sanluri, nella prima mattinata odierna sono stati svolti accertamenti ai quali hanno partecipato anche i Carabinieri della Stazione di Villasor. Al termine dell'attività ispettiva è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per la violazione delle disposizioni di legge in materia di contrasto alla manodopera irregolare e clandestina un trentenne del luogo, agricoltore, incensurato, titolare di un'azienda agricola. Nel corso degli accertamenti svolti nell'ambito di un più generale servizio di controllo attualmente in atto presso aziende agricole ed ovili, gli operanti hanno appurato che presso fa fattoria dell'uomo era all'opera un cittadino straniero ventisettenne, originario della Nigeria, clandestino, incensurato, che svolgeva manodopera irregolare a vantaggio di quella azienda agricola. In tale contesto è stata anche inflitta anche una sanzione amministrativa pecuniaria da €5000.

I litigi condominiali sono all'ordine del giorno come tutti sappiamo. I vicini come i parenti nessuno se li sceglie e alle volte si parte da piccoli screzi, da incomprensioni minime, in una spirale che conduce poi a incomprensibili battaglie che molto spesso finiscono con querele presso tante o meglio tutte le Stazioni dei Carabinieri. Tali intolleranze non riguardano soltanto le abitazioni principali ma si estendono talvolta anche ad abitazioni ove si trascorre soltanto una minima parte dell'anno, come le residenze estive per le vacanze. Tanto è avvenuto a Castiadas in località Costa Rei proprio in questi giorni di fine estate. Non si è trattato della litigiosità di giovani dal sangue bollente ma della querela presentata da due coniugi marchigiani, lui 79enne di Pesaro e lei 75enne di Ancona, proprietari di un'abitazione per le vacanze. Hanno querelato una coppia di pensionati cagliaritani, vicini di casa e proprietari anch'essi di un'abitazione per le ferie estive, 73 anni lui e 69 lei. La coppia sarda si sarebbe resa responsabile a più riprese di ingiurie nei confronti dei vicini e del getto di liquidi organici nauseabondi all'interno del giardino di quei forestieri dei quali evidentemente non gradiscono la presenza. Trattandosi di pensionati le ferie non durano le canoniche 3/4 settimane ma si prolungano per un tempo ben maggiore e il rapporto di vicinato per questo motivo si complica. Ora i carabinieri sentiranno la versione degli accusati e magari emergerà che nessuna delle parti sarebbe totalmente scevra da atteggiamenti di intolleranza. In questi casi poi andare a ricostruire come siano iniziate e proseguite le controversie diventa veramente difficile. Sarà certamente necessario sentire qualche vicino per cercare di venire a capo della matassa. Di sicuro la questione non si risolverà in tempi brevi.

Ieri sera a Cagliari al termine di una intensa e certosina attività d'indagine, i carabinieri della Stazione di Villanova hanno completato la loro informativa di reato inerente a una denuncia relativa al furto di una collana d'oro del valore di circa €800, presentata il 21 agosto scorso da una 26enne di Muravera, fisioterapista, incensurata. Ne è scaturito il deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per furto in abitazione e autoriciclaggio di un 24enne di San Nicolò Gerrei, cameriere incensurato. È in sostanza emerso che il giovane il 10 agosto scorso si era impossessato di quella collana in oro che la persona offesa teneva custodita all'interno della propria camera in un appartamento ubicato a Cagliari presso il quale i due erano stati conquilini. Nella stessa giornata l'uomo si era recato presso un negozio di “compro oro” situato a Cagliari in zona Villanova e l'aveva venduta per 450 euro al titolare dell'esercizio pubblico che però aveva correttamente documentato la transazione. Dalla semplice esibizione della riproduzione fotografica della refurtiva è stato possibile individuare chi avesse proceduto in quella attività delittuosa tanto da poterla documentare integralmente e senza ombra di dubbio. Fortunatamente il monile era molto particolare e poteva essere ben distinto da molti altri. I militari hanno avuto anche modo di recuperare la collana sottoponendola a sequestro probatorio penale, in attesa delle determinazioni dell'autorità giudiziaria che possa dissequestrarla e consentirne la restituzione alla parte offesa.


fonte: nota stampa comando provinciale CC del 17 settembre 2021

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