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Carbonia. La ricerca di ASSI.GAP: il gioco d’azzardo si sta radicando fra i più giovani

Cronaca Locale
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Che il gioco d’azzardo in città e nel territorio fosse un problema è noto da tempo. Ma, certo, i dati emersi dalla ricerca svolta fra gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado dipingono un quadro decisamente preoccupante, soprattutto se si considera che si sta parlando di cittadini in larga parte minorenni. È risultato infatti che il 58,6 per cento degli studenti che non hanno raggiunto i 18 anni pratica o ha praticato varie forme di gioco d’azzardo: ancora più incredibile che il 48,7 giochi con i propri familiari, i quali evidentemente non si rendono conto del pericolo insito in pratiche come il “Gratta e Vinci” che, per altro, i minorenni non potrebbero acquistare senza la complicità dei maggiorenni. Quanto a questi ultimi, i giocatori d’azzardo arrivano al 70 per cento, con quasi il 60 per cento di “aficionados” delle micidiali slot machine, utilizzate anche, contro la legge e nella colpevole se non interessata disattenzione dei gestori, da non pochi minorenni.

Ad effettuare il lavoro, denominato “Non facciamoci prendere dal gioco … d’azzardo”, conclusosi recentemente, è stata la onlus ASSI.GAP (Associazione Sarda per lo Studio e gli Interventi sul Gioco d’Azzardo Patologico), con il finanziamento dell’amministrazione comunale, che ha collaborato attraverso gli assessorati alle Politiche Sociali e alla Pubblica Istruzione e la partecipazione delle psicologhe Diana Sotgiu, Martina Carta e Romina Locci. I risultati del progetto sono stati presentati ufficialmente ieri pomeriggio, alla presenza della commissione consiliare competente, presieduta da Giorgio Santoru. La ricerca è cominciata nel dicembre 2017 ed è stato ultimata nel febbraio 2018. Sono stati effettuati complessivamente 33 incontri, di cui 19 nelle scuole superiori e 14 nelle scuole medie, della durata di circa 75 minuti ciascuno. Ogni incontro consisteva nella proiezione e, nel conseguente commento, di circa 30 slide e di un video della durata di circa 5 minuti.

Sono stati ben 1866 gli studenti coinvolti nel progetto, di cui 523 di età compresa tra i 10 e i 13 anni; 1237 tra i 14 e i 17 anni; 106 dai 18 anni in su. Hanno partecipato 1231 minorenni e 67 maggiorenni residenti a Carbonia, mentre gli studenti provenienti da altri comuni sono stati 568, di cui 529 minorenni e 39 maggiorenni.

Per quanto concerne i risultati dei questionari, gli studenti minorenni che hanno dichiarato di praticare o aver praticato il gioco d’azzardo sono risultati essere complessivamente, come detto 1032 (58,6 per cento). Di questi, 443 (42,9) giocano una volta al mese, 116 (11,2) una volta alla settimana e 70 (6,8) più volte alla settimana. Come anticipato, 503 studenti (48,7) giocano con i propri familiari, 429 (41,6) con gli amici e 196 (19) da soli. Dai questionari emerge che 787 studenti (76,3, di cui 85 per cento femmine e 70 maschi) preferiscono il “Gratta e Vinci”; 392 studenti (38 per cento, di cui 53 per cento maschi e 17,7 femmine) scelgono invece le scommesse sportive; 246 ragazzi (23,8 per cento di cui 29,5 per cento maschi e 16,2 femmine) optano per le slot machine; i giochi online sono praticati da 141 studenti (8 per cento, di cui 110 maschi e 31 femmine); le “ticket redemption” – slot machine per bambini, le quali non prevedono vincite in denaro ma sotto forma di ticket – piacciono a 202 studenti (di cui 103 maschi e 99 femmine).

Per quanto riguarda i risultati dei questionari somministrati ai ragazzi maggiorenni le percentuali salgono: come già riportato, 74 studenti su 106 (70 per cento) dichiarano di giocare d’azzardo. I giochi preferiti sono “Gratta e Vinci” per l’84 per cento degli studenti (metà uomini e metà donne), slot machine per il 59,5 dei ragazzi (di cui il 76,5 maschi), le scommesse sportive per il 56,8 degli studenti (il 70,6 maschi).

Emerge, dai numeri, il radicamento di una pratica che può condurre in breve tempo alla dipendenza: incredibile che il primo contatto che giovani e giovanissimi hanno con essa avvenga fra le mura domestiche, favorita da genitori irresponsabili o ignari del rischio che fanno correre ai propri figli. Quanto all’uso di slot da parte di minorenni, esso richiede uno sforzo da parte delle forze dell’ordine nel controllo e la repressione di questi comportamenti illegali favoriti dal cinismo di alcuni gestori delle sale.

«L’amministrazione comunale e l’ASSI.GAP – ha detto l’assessore alle Politiche Sociali Loredana La Barbera – hanno dimostrato di essere in prima linea nella lotta contro il gioco d’azzardo, sensibilizzando i giovani di Carbonia sui rischi e i pericoli che si insinuano a più livelli, economico, familiare, lavorativo, sociale, psicologico, in qualunque forma di gioco d’azzardo. La diffusione delle slot machine, dei videopoker e, più in generale, del gioco d’azzardo elettronico, ha assunto una dimensione rilevante, come è emerso dai risultati dei questionari. Risultati che verranno condivisi con la cittadinanza nel corso di un convegno previsto per il 12 aprile. È evidente che ad essere particolarmente esposti ai rischi di dipendenza sono gli appartenenti alle categorie più deboli, come i giovani». «I dati rilevati dimostrano – ha aggiunto l’assessore alla Pubblica Istruzione Valerio Piria – che il gioco d’azzardo patologico si sta diffondendo sempre di più tra le giovani generazioni. Sono risultati che destano forte preoccupazione, ma siamo convinti che il lavoro in sinergia possa rappresentare un ottimo antidoto alla diffusione della ludopatia».
Giovanni Di Pasquale

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