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L’Isola di Pietra.

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10 23 sa perde somini santantioco“Cosa resterà degli anni '80”. La canzone di Raf fotografa bene le sensazioni di una recente  trasmissione televisiva che gli abitanti di Sant'Antioco potrebbero ugualmente cantare: “cosa resterà degli anni 2000”. Da quando viene trasmessa la fiction “l'isola di Pietro” di Gianni Morandi”, serie ormai giunta al termine per quest’anno e che ha riscosso un buon successo tra i Maurreddus”, per le vie della città e sui social non si parla d'altro. Come succede per il calcio dove tutti sono allenatori, tenici e preparatori atletici, cosi per “l'isola di Pietro” tutti sono sceneggiatori e registi. Lo sceneggiato è sicuramente un avvenimento pubblicitario che Canale 5 sta proponendo da sei Domeniche e che sta portando sugli schermi delle case degli italiani scenari mozzafiato, spiagge incantevoli, natura incontaminata e sogni di vacanze incantate. In molti sono convinti che questa serie televisiva, nei prossimi anni, porterà al territorio un arrivo massiccio di turisti. Altri, più addentrati nel settore, vedono sicuramente positiva la pubblicità ma non credono che quesato sia il metodo più ideale per intercettare solo flussi turistici tutto l’anno. Promozione equivale fare programmazione e non ci si può fermare alla pubblicità e sperare che si crei un andamento positivo solo con questa. Bisognerebbe piuttosto sfruttare queste occasioni pubblicitarie per coinvolgere il territorio nelle programmazioni fieristiche di tutto il mondo creando un unico grande “Consorzio” capace di individuare i tour operator più rispondenti all'offerta. La pubblicità che si sta dando al territorio e che si continuerà per il periodo della Fiction sarà sempre benvenuta ma nel turismo, come in altri settori, si cammina però con le proprie gambe. E' vero infatti che l’Isola di Sant’Antioco ha vissuto un boom turistico negli anni ’90-2000 ma non l'ha sfruttata cullandosi sugli allori senza investire sul futuro. Lasciando per esempio al palo i piani dei litorali che hanno precluso sinora la possibilità di creare catene alberghiere insieme a moderni servizi connessi. Adesso ci si accorge degli errori del passato e in molti si è pronti a collaborare con chi potrebbe inserirci in settori turistici idonei. Come capita spesso però c’è anche chi ritiene che questa fiction non porterà a niente perché Sant’Antioco non è stata neppure menzionata nelle scene girate, e che di tutta la pubblicità ne usufruirà solo Carloforte, Calasetta e Portoscuso lasciando a Sant'Antioco solo le briciole di una grande torta. Altri ancora invece, sicuramente più realisti, vorrebbero veder chiaro sulla pubblicità della Compagnia Crocieristica, che appare essere il principale protagonista del messaggio pubblicitario e capire quali accordi verranno assunti in futuro. Se sarà il porto di Sant’Antioco il principale scalo dell’arcipelago sulcitano per ciò che concerne l'attracco, la logistica e l'ospitalita di settore, o se ancora una volta verrebbe prescelta addirittura Cagliari per il suo particolare “feeling” con la Regione Sardegna, coproduttrice della fiction. In tutta questa incertezza, perplessità e frustrazione, intanto, un’altra stagione estiva se ne è andata. Rimane solo il rammarico, che speriamo possa avere in futuro un'inversione di tendenza, che tra tutte le giunte comunali passate nessuna sia riuscita ad accompagnare attività imprenditoriali isolane al successo, o meglio all’espansione lasciando che la barca andasse da sola senza remi alla deriva, proprio come quella del Martire sulcitano patrono della città. (red)

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