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Portovesme. L'Eurallumina potrà riaprire e riprendere la produzione. Il via libera sarà dato da una delibera della giunta regionale.

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La luce in fondo al tunnel profondo otto anni di lotte, sacrifici e speranze degli operai Eurallumina di Portoveme, si è accesa mercoledì mattina. Il percorso del progetto da 200 milioni di euro per la riapertura della fabbrica di Allumina può proseguire. Nell'ultima seduta del supplemento della conferenza dei servizi, che si è tenuta a Cagliari, è stato superato l'ultimo scoglio su alcuni aspetti di carattere paesaggistico che non sono stati ritenuti ostativi. Adesso il riavvio della produzione nello stabilimento di Portovesme nel Sulcis, fermo dal 2009, si fa sempre più vicino. Per la conclusione dell'iter autorizzativo si attendono adesso, come richiesto in sede di conferenza dei servizi, solo le integrazioni dell'azienda e la delibera della Giunta regionale che, a questo punto, sembra sempre più in discesa. <La conferenza dei servizi si è chiusa - ha annunciato l'assessore regionale all'Ambiente Donatella Spano in un'improvvisata conferenza stampa al termine della riunione- L'azienda ha chiesto 30, 60 giorni di tempo per presentare la documentazione relativa ad alcuni interventi>. Una volta che l'azienda consegnerà la nuova documentazione richiesta dalle osservazioni l'Assessorato Regionale la valuterà e sarà predisposta la delibera di Giunta che dovrebbe essere approvata all'unimità. Dopo l'anuncio dell'assesora baci, abbracci e qualche lacrima di soddisfazione hanno inumidito gli occhi dei lavoratori Eurallumina che da otto giorni erano in presidio parte occupando la sala riunioni del palazzo regionale e altri di notte sotto una tenda. Dopo la conclusione della conferenza dei servizi e l'annuncio dell'assessore gli operai hanno annunciato la smobilitazione del presidio rintrando a Portovesme. Da ieri gli operai hanno ripreso il lavoro di mantenimento dell'impianto che non hanno mai tralasciato. Vogliono essere pronti, una volta che saranno investite le risorse previste per le modifiche dell'impianto, costruzione della nuova caldaia per autoproduzione di energia termica e le lavorazioni al sito di stoccaggio, al riavvio definitivo dello stabilimento. <Il lavoro non è terminato, ci sono altri passaggi importanti per arrivare ad avere le autorizzazioni previste dal procedimento -spiega Antonello Pirotto componente dell Rsu Unitaria- Abbiamo superato una montagna ed ora, con la determinazione che mai è mancata, affronteremo il resto sino alla riapertura definitiva dello stabilimento>.

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