Nel cartellone di Bacu Abis Teatro 2017, allestito con la consueta sapienza e passione dalla compagnia La Cernita Teatro, spicca il laboratorio “All’opera!”, aperto a bambini, ragazzi e adulti, diretto dal costumista e scenografo – nonché regista – Marco Nateri, cagliaritano cinquantatreenne trapiantato in Umbria ma ancora fortemente legato alla sua terra. Un nome importante della scena teatrale nazionale, in tutti i sensi. Si parla di teatro propriamente detto ma anche di teatro musicale e di teatro per ragazzi, al quale ultimo si dedica non certo come impegno di secondo piano: «Non è il teatro di serie B – mi dice durante una lunga chiacchierata telefonica – e va trattato con la massima consapevolezza e preparazione specifiche». D’altronde, i bambini e i giovani in generale sono il futuro del teatro: futuro nelle innumerevoli professionalità teatrali e, non di meno futuro pubblico. “All’opera” è un titolo che lascia aperte svariate strade. Opera in quanto genere musicale, che Nateri frequenta da sempre: nella foto lo si vede, sulla destra, durante l’allestimento dell’opera “I Shardana” di Ennio Porrino, andata in scena al Teatro Lirico nel settembre del 2013. Ma, tanto per fare un esempio, Marco ha diretto la sartoria del Teatro Regio di Parma, luogo dall’aura mitica e, tra l’altro, frequentato da un loggione che non perdona – ne sanno qualcosa il regista e i suoi collaboratori per l’allestimento della “Anna Bolena” andato in scena qualche giorno fa. “All’opera!” è pure esortazione a darsi da fare, perché il teatro è arte e artigianato, e scene, costumi e luci sono – direbbe un teologo – “consustanziali” all’atto della messa in scena. L’appuntamento di Bacu Abis – ci sono ancora dei posti, per gli eventuali partecipanti – ha un precedente: «A Cagliari, nel 2014, per “Monumenti Aperti”, ho diretto un laboratorio al Teatro Lirico – mi ha raccontato Marco – dal titolo “Re, Regine, Draghi e Principesse, in cui in due distinti laboratori abbiamo preparato nell’arco di due ore costumi e scene per una rappresentazione mimica “compressa”, come fosse un file zippato, della “Turandot” di Puccini e del “Flauto Magico” di Mozart. A Bacu Abis possiamo lavorare su tempi più lunghi, visto che abbiamo quattro appuntamenti. Le scenografie saranno dipinte sul cartone, mentre i costumi saranno di carta». Si inizia domani, 15 gennaio: si lavorerà sulla storia di Cenerentola, attingendo da tre fonti: la “Cenerentola” di Rossini e Jacopo Ferretti, che ne scrisse il libretto; la più celebre favola di Charles Perrault; “La gatta cenerentola” tratta da “Lu cunto de li cunti”, raccolta di fiabe scritte da Giovan Battista Basile in una lingua napoletana del Seicento, ciò che l’ha allontanato dal grande pubblico ma che non ha impedito a Roberto De Simone di farne, proprio con la fiaba in questione il suo capolavoro: «La struttura è semplice. Il primo appuntamento sarà dedicato alla conoscenza delle fonti: ascolteremo l’opera rossiniana, i bambini leggeranno la fiaba ed io illustrerò il testo di Basile. Il secondo incontro, il 29, sarà dedicato al lavoro manuale per i costumi e le scene. Nel terzo, il 5 febbraio, vedremo come mettere in scena la nostra “Cenerentola”: questa è la parte che non può essere determinata, potremmo lavorare a un nostro testo, se ci fossero le condizioni ma la scelta sarà fatta sul momento in completa libertà. Termineremo l’11, con le prove e la “festa finale”». L’obiettivo, oltre che avvicinare i partecipanti al mondo del teatro in tutti i suoi aspetti, è quello di creare un canale di comunicazione fra giovani, giovanissimi e adulti: «Ho già diretto un laboratorio di questo tipo, qualche anno fa in Umbria – ha precisato Nateri – basato sui “Vestiti nuovi dell’Imperatore” di Andersen e ho capito che questo tipo di partecipazione offre grandi possibilità, in particolare dal punto di vista della comunicazione fra le generazioni e la condivisione senza gradini o piedistalli tra genitori e bambini. Una simile avventura l’ho vissuta a Villasimius, quando ho messo insieme nonni e nipoti, con risultati eccezionali». La “compagnia” si metterà “All’opera!” a partire dalle ore 16.
Giovanni Di Pasquale