Il nostro è un mondo profondamente ingiusto ed ineguale. Meno dell’1% degli abitanti del pianeta possiede il 44% del patrimonio globale e il 95% delle risorse è nelle mani del 20% della popolazione. Significa che il restante 80% della popolazione si divide soltanto il 5% delle risorse. Questa grave disparità è in aumento: i ricchi negli ultimi anni son diventati sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. La stessa tendenza si registra in Italia. L'Istat ci dice che, nel 2014, 1 milione e 470 mila famiglie sono in condizione di povertà assoluta. Nonostante tutte le misure di sostegno al reddito e di accesso al credito (che nella nostra nazione sono pure migliori che in tante altre), il 40 per cento della popolazione detiene solamente il 4,9% di tutta la ricchezza nazionale. Queste dinamiche sembrano essere impossibili da cambiare, ci sembrano essere lontane.
Invece c'è qualcosa che noi possiamo fare nel nostro agire quotidiano.
Possiamo scegliere come utilizzare i soldi che abbiamo in tasca.
Possiamo scegliere di non finanziare, ad esempio, qualche multinazionale alimentare, i cui ricavi vanno a vantaggio di questo sistema economico, che prevede il non rispetto dell'ambiente e il non rispetto della dignità dei lavoratori.
Possiamo invece scegliere un consumo consapevole, basato sul rapporto di fiducia con i produttori e i venditori, sulla valorizzazione dei prodotti locali, sulla conoscenza del prodotto e sulla sua qualità.
Questo è il nostro piccolo strumento, che se però sarà utilizzato da tanti, sarà in grado di incidere per costruire un mondo più giusto e più felice per tutti e tutte.
Sabato 5 dicembre, dalle ore 11.30, nella Piazza del Mercato Civico se ne potrà discuterne e per gustare alcuni esempi di economia locale.
Carbonia. “Noi votiamo ogni volta che facciamo la spesa” A. Zanotelli
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