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Sant'Antioco. Nuovo ponte e circonvallazione. Il Comitato Porto Solky riprende la battaglia. Domani sit-in sotto il ponte

Attualità Locale
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Perché demolire un ponte efficiente e collaudato per poi ricostruirlo? E' quanto si chiede il Comitato Porto Solky di Sant’Antioco che riprende la battaglia contro il progetto della realizzazione di un nuovo ponte d’accesso all’Isola. Gli esponenti del comitato lo fanno tracciando il lavoro fatto in questi ultimi mesi per ottenere gli elaborati tecnici del progetto del viadotto, della circonvallazione e dei recenti collaudi a cui è stato sottoposto il ponte attuale. Dati che saranno essenziali per elaborare le osservazioni da sottoporre al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che a breve dovrà esprimere il suo parere in merito alle opere. <sono molte le incongruenze che caratterizzano l’iter del finanziamento del progetto che di fatto precluderebbe la valorizzazione del porto e il recupero delle aree Sardamag – spiegano i portavoce del comitato Porto Solky Rolando Marroccu, Alfonso Curridori e Daniele Garau– Oltre allo sperpero di danaro pubblico le carte acquisite evidenziano numerosi espropri di terreni e fabbricati per un valore di 5 milioni di euro, i cui proprietari probabilmente non sono neppure mai stati informati>. intanto domani sabato 09 febbraio 2019, alle ore 10.30, presso l’ingresso delle aree ex Sardamag (sotto il ponte) si terrà un Sit-in Conferenza Stampa. Durante il Sit in il Comitato Porto Solky, dopo accurata analisi dei documenti e progetti, avuti in questi giorni, solo dopo un’insistente richiesta di accesso agli atti, metterà in evidenza tutte le anomalie ed incongruenze comprese nelle opere progettate che affossano, anziché rilanciare le opportunità di sviluppo del territorio.
Verrà reso pubblico il reale tracciato del nuovo viadotto di 2 km che taglierà in due le aree portuali e sposterà l'uscita del paese nella zona artigianale e il tracciato della sproporzionata circonvallazione che devasterà il territorio e frantumerà le proprietà a causa dei numerevoli espropri. Verrà resa pubblica la reale impostazione che il Piano Sulcis vuole dare al porto di Sant'Antioco, ovvero abbandonare l’idea del porto turistico polifunzionale per limitare l'attracco alle sole navi commerciali e militari. Verranno infine riassunte le vicissitudini delle aree ex Sardamag, oggi confluite in IGEA, per le quali, a fronte dei notevoli costi per il disinquinamento, non esiste nessun progetto per la sua valorizzazione.
Considerata la valenza territoriale dei temi che interessano il rilancio di tutto il Sulcis, tutta la stampa, le televisioni, le radio, la popolazione e le amministrazioni locali del Sulcis sono invitate ad intervenire.

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