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Nuxis. La neonata Associazione culturale "le sorgenti" allestisce mostra cassepanche fiorite di Nuxis e del Sulcis

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Tentazioni della Penna, sempre attenta ai movimenti culturali del Sulcis, questa settimana incontra Giangiacomo Aru presidente della neonata associazione culturale di Nuxis, Le Sorgenti. Abbiamo chiesto al presidente informazioni rispetto alla associazione culturale da lui coordinata ed esaustivamente ne racconta l’origine


Tentazioni della Penna, sempre attenta ai movimenti culturali del Sulcis, questa settimana incontra Giangiacomo Aru presidente della neonata associazione culturale di Nuxis, Le Sorgenti. Abbiamo chiesto al presidente informazioni rispetto alla associazione culturale da lui coordinata ed esaustivamente ne racconta l’origine.
“L’Associazione Culturale Nuxis “Le Sorgenti” è nata dall’entusiasmo dei soci fondatori. Pur consapevoli di avviarsi lungo un cammino difficile allo stesso modo hanno avuto l’entusiasmo di dare vita a un organismo di sollecitazione e dinamismo culturali.
Il nome “Le Sorgenti” nasce da una lunga riflessione, comune ai soci promotori: l’Associazione ha l’aspirazione d’essere sorgente che altro non è altro che il sito in cui scaturisce la fonte della vita stessa, l’acqua. Questo è ciò che vorremmo essere, uno dei mezzi attraverso cui far sorgere le tante potenzialità che il nostro paese ha. E’ declinato al plurale proprio perché i mezzi mediante i quali raccogliere proposte e idee sono tanti. Il logo che abbiamo scelto nasce dal desiderio di voler “dare”, di voler “offrire”. Quale simbolo meglio delle mani esprime questa volontà? Le mani accolgono l’acqua che, dalle montagne, scorre fino a esse e in esse viene raccolta.”
“Dal punto di vista giuridico” continua Aru, “siamo un’associazione “no profit”, tutte le cariche sociali sono assunte e assolte a totale titolo gratuito. Il Comitato Direttivo, attualmente, è formato da cinque componenti, me, il Vice-Presidente, Efisio Pinna; la Segretaria, Manuela Colaci; il Tesoriere, Martina Lampis e un quinto componente il Prof. Andrea Pubusa. Ci rivolgiamo a tutta la popolazione, il nostro sodalizio vuole essere una “casa” per tutti i nostri concittadini. Anche chi ha uno spirito critico sviluppato potrà fare proposte e di impegnarsi in maniera positiva e propositiva affinché possa avere la possibilità di arricchire le proprie esperienze. Le nostre iniziative saranno “alte” e “di qualità”, “popolari” e “democratiche”, “non elitarie”: convegni, seminari, tavole rotonde, presentazioni di libri, ma anche manifestazioni artistiche, cinematografiche, teatrali. E con un’attività formativa: da fare con le scuole, nelle scuole, anche per dare loro un aiuto in un momento non facile.”
Momento senza dubbio non facile e le associazioni culturali in questo scenario rivestono un ruolo sempre più importante e il piccolo centro di Nuxis, vede un numero considerevole di associazioni culturali storiche e due nuove nate nell’arco di circa tre mesi.
Giangiacomo Aru illustra il lavoro che verrà presentato nei prossimi giorni quando verrà inaugurata la mostra “Le Cassapanche Fiorite di Nuxis e del Sulcis”.
“Nel Sulcis si è diffusa nell’Ottocento una caratteristica cassapanca diversa da quelle intarsiate barbaricine. La cassapanca del Sulcis è unica, è fiorita e reca nella parte anteriore un motivo standard: un piccolo vaso con dei fiori, talora di fantasia. Ai lati ha solitamente un cerchio con all’interno delle eliche geometriche di diverso colore, che ricorda la rosa dei venti. La parte interna del coperchio reca solitamente sullo sfondo dei monti con grandi alberi davanti o sopra: si tratta di disegni infantili, forse di apprendisti, mentre la parte anteriore-esterna era riservata al “maestro”, anch’esso in verità non molto affinato. Talora anche la parte interna del coperchio reca dei bei fiori. In alcune non è presente un disegno vero e proprio, ma solo dei puntini colorati. Altra particolarità di queste casse è che il vaso e il fiore anteriore sono all’interno di una cornice che presenta caratteri uniformi, che poi proseguono ai lati, lasciando i bordi col colore di base che stacca rispetto a quello della cornice, conferendo al dipinto un andamento mosso e piacevole. Trattandosi di bauli hanno due manici di legno ai lati e originariamente poggiavano su due supporti mobili sempre di legno, anch’essi dipinti, a mo’ di panchette. Tali casse sono di medie e piccole dimensioni. All’interno, sulla destra, hanno spesso uno sportello con un piccolo vano per conservare documenti o altri oggetti. Lo sportello se sollevato, consente di appoggiarvi il coperchio mantenendo la cassa aperta per le operazioni di riempimento o svuotamento. Solitamente si teneva in camera da letto e conteneva della biancheria.
Queste casse non sono state finora oggetto di studio. Non se ne trova traccia neppure su internet, dove le casse sarde sono solo quelle barbaricine. E’ dubbia la loro origine. Da Nuxis a Sant’Antioco esistevano in tutte le famiglie e molte ancora la posseggono, talora relegandola in scantinati o magazzini. Hanno perso identità e pregio intorno agli anni ‘30 del 1900 a causa della moda diffusa di coprire il disegno, forse deteriorato dal tempo e dall’uso, con una vernice marrone e con l’apposizione di supporti fissi in legno in luogo dell’antico appoggio mobile.
Questa trasformazione è ancora in atto per l’inconsapevolezza dei proprietari sul pregio della cassa, per la scarsa reperibilità di maestranze locali qualificate nel realizzarne il restauro e, nei casi estremi, a rifare interamente il dipinto. Da ultimo, ma non per importanza, in tutto questo incide l’elevato costo di restauri delicati e/o di rifacimento dei decori floreali in luogo della loro eliminazione con tinte o lucidi. Dunque, molte casse sono state riportate a legno e lucidate. Queste modificazioni hanno conferito a questi splendidi manufatti un aspetto serioso, privandole di quel carattere civettuolo, leggero e intrigante del passato.
Difficile stabilire l’origine di queste meravigliose casse. Allo stato attuale le teorie sono due.
La prima ha origine da un certo Salvatore Putzolu di Sant’Antioco, militare di carriera, presente alla battaglia di Solferino e S. Martino (24 giugno 1859) e ancor prima alla spedizione di Crimea (4 ottobre 1853 - 1 febbraio 1856). I familiari ricordano che, dalla prima battaglia, Putzolu rientrò recando con sé un baule del tutto particolare, una piccola cassa fiorita davanti, con un fregio cerchiato e geometrico ai lati e un dipinto panoramico all’interno del coperchio. Aveva anche lo sportello interno nel lato destro e i piedi mobili. Fu questo il modello di provenienza forse altoatesina o comunque settentrionale, cui s’ispirarono falegnami e pittori del Sulcis?
La seconda nasce da considerazioni storiche e dall’analisi delle pitture. Il gusto arabo delle decorazioni consente di dire che esse potrebbero essere legate al fenomeno di emigrazione dei Sardi verso l’Africa e verso Tunisi in particolare, grazie ai collegamenti marittimi Genova-Cagliari-Tunisi che diventarono settimanali dal 1852 con la compagnia Rubattino. In particolare è evidente l’abitudine araba di inserire la composizione floreale su vaso in cornice architettonica. Lo sviluppo stesso del mazzo di fiori, la stilizzazione accentuata e la tendenza ai colori solari sembrano ugualmente comuni. Queste casse sono ormai fuori produzione. Tuttavia sono ancora diffuse nelle famiglie del Sulcis ed è indispensabile che non se me perda alcuna. Importanti segni d’identità del Sulcis e della Sardegna, occorre recuperarle e valorizzarle. Noi di “Le Sorgenti” riteniamo che le casse debbano essere fotografate e inventariate. Un altro intendimento del gruppo è quello di “brevettarla” come prodotto tipico, come segno d’identità del Sulcis con l’intento di riavviarne la produzione.”
L’incontro con Giangiacomo Aru si conclude col suo invito alla inaugurazione della mostra “Le Cassapanche Fiorite di Nuxis e del Sulcis” e alla presentazione della associazione culturale “Le Sorgenti”. Venerdì a Nuxis nei locali del “Museo delle Moto” in via San Pietro, dalle ore 21:30. Sabato e domenica la mostra resterà aperta dalle ore 20. Il Presidente aggiunge che la presentazione della associazione si concluderà con un piccolo rinfresco offerto ai presenti.


Claudia Serra

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