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Carloforte. Il turismo vince sul Covid. Nonostante le restrizioni e i timori, numeri positivi e soddisfazione degli operatori

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“Gh’è u mundu” (c’è il mondo) dicono i carlofortini quando in un luogo c’è tantissima gente. E sarà questa la risposta che vi daranno se chiederete loro se sono arrivati i turisti, in questa stagione caratterizzata dalle incertezze e dai timori. In effetti sono giunti tanti vacanzieri che hanno rianimato le vie, popolato bar e ristoranti e … intasato non poco il traffico. “Sì è stato un buon mese di luglio che è andato un po’ meno bene della stagione precedente, ma molto al di là delle mie previsioni, già di per se stesso ottimistiche, che avevo formulato appena un mese fa. Quello che invece è calato, a mio avviso, è stato il turismo nautico. Ci sono pochi diportisti e stranieri in giro” è il commento del ristoratore-filosofo Secondo Borghero del Tonno di corsa. Stessa canzone ma forse più allegra per Pino Gamboni che, assieme al fratello Sandro, gestisce l’antico Bar Marina, per il quale la presenza turistica è migliore addirittura dell’anno scorso. Lo mitiga appena nel giudizio il fratello Sandro per il quale però il periodo ferragostano sarà per afflusso, identico alla passata stagione. Tutto va bene quindi anzi stando al giudizio di molti operatori isolani, che sono in contatto con i colleghi sardi, dai quali ascoltano lamentele e rammarichi, Carloforte sarebbe uno dei paesi sardi con maggiore presenza turistica. Lo sostiene Nicolo Pomata titolare del rinomato e noto ristorante “Da Nicolo” assieme ai suoi figli Antonello e Luigi, chef che interviene in molte trasmissioni televisive nazionali. “Possiamo dire – afferma Antonello – che molti sardi hanno scoperto Carloforte, ho avuto numerosi clienti del sassarese e della Gallura. Nei fine settimana siamo stracolmi di turisti della nostra regione, questo grazie anche alla tariffa week-end voluta dal Comune”. Per Luigi Pomata che ha anche un ristorante a Cagliari “è visibile la differenza tra il capoluogo e Carloforte”. Per il padre Nicolo va tutto ugualmente bene ma si lamenta dei servizi, in particolare si scaglia contro la Pro Loco che in questi mesi è chiusa: “Siamo noi operatori che fungiamo da Pro Loco, diamo informazioni e indicazioni ai tanti che ce li chiedono. I soldi li devono spendere per dare ragguagli ai turisti (che è il principale compito dell’associazione) e non spandere per manifestazioni che non hanno niente a che fare con fini propriamente turistici”. Comunque al di là delle polemiche tutti sono d’accordo: i timori che si paventavano all’approssimarsi della stagione estiva si sono via via dileguati. E da tutti gli operatori del settore, giunge ora un coro unanime e soddisfatto sulla positività della stagione. Pierpaolo Pili del Bar Napoleone, “per noi è stato un luglio quasi perfetto. Molto meglio delle nostre speranze”. Giampaolo e Giacomo Napoli titolari de “La cantina”, che da poco hanno inaugurato l’ampiezza (notevole) del locale affrontando spese non indifferenti la stagione non è male anche se va ad “ondate”: “Nei fine settimana siamo pieni all’inverosimile”. Sulla stessa lunghezza d’onda Nicoletta Opisso che con il marito conduce il bar “La Fontana”: “Le presenze non sono diminuite, ma bisogna lavorare di più. Bisogna stare attenti per evitare gli assembramenti, far tenere le distanze sociali. Qualcuno capisce, ma qualcun altro se la prende e a volte addirittura se ne va”. E questo è un altro aspetto della stagione turistica isolana: tanta soddisfazione e non solo da parte degli operatori ma anche degli isolani che sono contenti di vedere la loro cittadina meta di tanti turisti ma che sono anche timorosi del covid-19. Tanti visi nuovi, tanta gente della quale non si conoscono abitudini e comportamenti e che in questi tempi di emergenza coronavirus non possono non suscitare più di una preoccupazione. Carloforte fino ad ora, fortunatamente, non è stata colpita dalla rovinosa pandemia e si spera che possa restarne immune anche a fine stagione. “Usare prudenza e accortezza” sembra un invito per tutti, lanciato da Secondo Borghero dal “Tonno di corsa”.

Nicolo Capriata Fonte Sulcis Iglesiente Oggi

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