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Barumini. “Conoscete di più la Sardegna e valorizzatela. Insieme supereremo le difficoltà”, il messaggio di Monsignor Roberto Carboni, Arcivescovo di Oristano

Attualità Locale
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 "Conoscete di più la Sardegna. Valorizzate i luoghi, i nostri paesi, l’architettura e l’arte, la storia e la gastronomia. Questo aiuterà a risollevarci in un periodo difficile. Siamo qui oggi alla reggia di Barumini, unico sito Unesco in Sardegna e conosciuto in tutto il mondo, per dire a tutti di incontrarci e cercare di superare insieme questo momento di difficoltà”. Con questo messaggio di solidarietà e speranza Monsignor Roberto Carboni, Arcivescovo di Oristano, ha incontrato questa mattina gli operatori della Fondazione Barumini sistema cultura, i lavoratori del comparto turistico del comune della Marmilla e le loro famiglie. La visita, promossa dall'Ufficio diocesano di Oristano per la Pastorale del Turismo, Tempo libero e Sport e dal sindaco Emanuele Lilliu, è iniziata con l’incontro nel piazzale della Parrocchiale e dopo l'accoglienza da parte del parroco don Nicola Pinna e del primo cittadino di Barumini, c’è stato un momento di preghiera con una rappresentanza parrocchiale. Subito dopo la visita all’antica Casa Zapata, al sito di Su Nuraxi e al centro culturale Giovanni Lilliu. "Vogliamo dare un messaggio di solidarietà a tutti coloro che lavorano nel turismo e a chi in questo tempo di pandemia ha visto diminuire o perdere il lavoro - ha aggiunto nel suo saluto Monsignor Carboni - questo messaggio va a tutti i sardi nostri compaesani perché c’è bisogno di speranza ma anche un invito a darci da fare in una prospettiva di collaborazione e sostegno”. E proprio dall'Ufficio diocesano di Oristano per la Pastorale del Turismo arriva la notizia anche della ripresa per il quinto anno successivo dei nove cammini lenti nel Sinis detti “lodi alle torri in laudato Sinis” per coltivare i nuovi stili di vita dell'enciclica ‘Laudato Si’ di papa Francesco.

FONDAZIONE. “Siamo molto contenti della visita del nostro arcivescovo - dice il sindaco di Barumini e presidente della Fondazione, Emanuele Lilliu - è un passaggio molto atteso e gradito in città soprattutto per il messaggio che ha voluto rivolgere in particolare agli operatori del turismo e alle loro famiglie. Barumini è un paese che vive quasi esclusivamente di turismo culturale e questo incontro di oggi rappresenta un momento molto importante per tutti”. Anche considerate le difficoltà causate dalla pandemia. "I numeri dei nostri siti archeologici finora non sono paragonabili a quelli dell’anno scorso ma ci rendono comunque fiduciosi per una ripresa - aggiunge il presidente della Fondazione - siamo partiti da una media di cinquanta visitatori al giorno a giugno ai cento attuali e questi dati ci fanno essere fiduciosi. Finora sono mancati i turisti stranieri - conclude Lilliu - ma stiamo facendo un grande lavoro di promozione per rafforzare il turismo di vicinato e quello locale che può essere un altro motore di sviluppo. Siamo comunque fiduciosi che presto anche il turismo straniero possa riprendersi e farci tornare, prima possibile, alla nostra normalità”. Stagione turistica che la Fondazione sta affrontando al meglio con le sue professionalità. "Siamo passati da una pandemia sanitaria a una economica che speriamo non lasci cicatrici profonde, ma siamo convinti che la Fondazione grazie alle sue professionalità e le capacità di tutti gli operatori potrà affrontare queste difficoltà - dice Tonino Chironi, segretario generale - la Fondazione Barumini sistema cultura avrà la forza ancora una volta di rinnovarsi con strumenti innovativi".

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