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Sant'Antioco. La cucina incontra la scienza. All’Ipia progetto "Oll'e stincu, l'olio dei poveri e altri alimenti funzionali della tradizione sarda"

Attualità Locale
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Sono una trentina gli studenti dell’indirizzo enogastronomico impegnati nel progetto multidisciplinare "Oll'e stincu, l'olio dei poveri e altri alimenti funzionali della tradizione sarda" promosso dal corpo docente nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento (PCTO).

<Attraverso la collaborazione tra scuola, università e realtà produttive del territorio>, spiega il Dirigente Scolastico professoressa Giorgia Floris <il nostro istituto intende offrire agli studenti un'opportunità di crescita culturale e fornire loro degli stimoli per ideare un personale progetto di vita.>

Si tratta di un percorso formativo che mira a far conoscere agli studenti le proprietà dell'olio di lentisco e di altri alimenti della tradizione sarda, con l’obiettivo di far acquisire alle giovani generazioni la consapevolezza della ricchezza del territorio in cui vivono e del ruolo che essi rivestono per la valorizzazione delle specificità dell'area di appartenenza.

A fare lezione ieri sono stati Germano Orrù, Professore ordinario del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Cagliari, il Dottor Guy D'Hallewin, Direttore del CNR-ISPA di Sassari e le ricercatrici Alessandra Scano e Sara Fais. I quattro esperti hanno illustrato agli studenti le interazioni tra batteri presenti nell’apparato digerente umano e alcuni prodotti alimentari della tradizione sarda, come le pere selvatiche, le prugne, la bottarga, alcuni funghi medicinali e l’olio vegetale di lentisco, caratterizzato da un importante contenuto di vitamina E e da un elevato contenuto di acidi grassi, le cui ragguardevoli implicazioni salutistiche erano ben note ai nostri avi.

E’ noto infatti come il lentisco, “sa moddizzi”, abbia accompagnato la vita dei sardi da millenni: non è stato solo un alimento, impiegato al posto dell’olio di oliva, soprattutto in aree povere o in
periodi di carestia, ma anche un potente farmaco naturale, un vero e proprio strumento di guarigione utilizzato per disinfettare le ferite e curare le bruciature. Con il tempo l’uso alimentare è andato perduto, sia per la difficoltà di raccolta delle bacche che per le basse rese rispetto all’olio di oliva. Oggi alcuni imprenditori della zona stanno riscoprendo e rilanciando questo prodotto di nicchia, non solo in ambito alimentare, ma anche nel settore della cosmetica. I docenti dell’Ipia E. Loi – con un occhio alle tradizioni e uno al presente – ritengono che sia arrivato il momento di far conoscere meglio queste preziose risorse ai loro studenti.

Secondo la referente del progetto, la professoressa Alessandra Zara, fornire agli studenti le conoscenze e le competenze per valorizzare le specificità locali è il primo passo per promuovere un turismo enogastronomico di qualità e dare un piccolo ma importante contributo allo sviluppo dell'economia del territorio.

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