Dopo il convegno “L’abbigliamento popolare e le Traccas nelle processioni religiose” tenutosi in aula consiliare venerdi 12 aprile è iniziata ufficialmente sabato la 665/ma Sagra di Sant'Antioco Martire che, tra sacro e profano, caratterizza la 665ª edizione, nel quadro dei grandi eventi identitari della Regione. In mattinata, è stato presentato, sempre in aula consiliare,il Travel Book dedicato alla città di Sant’Antioco, curato dalla giornalista Silvia Ugolotti. Nel pomeriggio, si è svolto il tradionale corteo de Is cocois de su Santu. Le donne, in abito tradizionale, sono state le protagoniste di un rito molto sentito che vuole ricordare un fatto avvenuto durante la seconda guarra mondiale. Una mamma aspettava che il figlio tornasse sano e salvo dalla guerra. Si rivolse così, con un'accorata preghiera, il santo protettore delle genti sarde implrandone la grazia e promettendo che se ciò fosse avvenuto di offrire al Santo il pane fatto in casa, unica risorsa di cui potesse disporre. Cosi ogni anno un gruppo di donne si impegna a mantenere viva la promessa forgiando, come opere d'arte, pregiati coccois che vengono poi appoggiati ai piedi del simulaco del Santo mentre, dopo la funzione sacra il pane benedetto viene distribuito ai fedeli. Il corteo partito dalla chiesa di Santa Maria Goretti ha attraversato tra una folla di appassionati delle tradizioni assiepati sui marciapiedi, il centro cittadino sino alla Basilica dedicata al Martire sulcitano, dove si è svolto il sacro rito. Nel tardo pomeriggio poi spazio alla musica e allo svago. Sul palco allestito in piazza ferralasco si svolto il concerto di Dargen D’Amico con contorno di esibizione di gruppi e dj locali,che hanno letteralmente invaso lo spazio pubblico del lungomare. Sempre in piazza Ferralasco è stato inaugurato anche il villaggio Food Music experience con tante proposte enogastronomiche.
Sant'Antioco. Da sabato tra sacro e profano è la 665/ma edizione della sagra del patrono.
Aspetto
- Font Size
- Default
- Modo Lettura