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Santadi. Si è svolta domenica 10 luglio la 45/ma edizione del matrimonio mauritano.

Attualità Regionale
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Si è svolta domenica 10 luglio a Santadi  la 45/ma edizione del matrimonio mauritano. Il Matrimonio Mauritano che si è volto sono ad oggi la prima domenica di agosto ha cambiato data. Eccezionalmente, sembra per via ai problemi legati alla pandemia, quest'anno la 54/ma edizione si è svolta domenica scorsa 10 luglio alla presenza di gruppi folk autorità civili e militari. La manifestazione, nonostante il cambio di data, si è tenuta con l'identico scrisma degli anni passati e con i canoni della tradizione. Il programma, dopo l'anticipazione di sabato con l'incontro pubblico con gli sposi, ha visto domenica lo svolgersi dell'evento. Di prima mattina si è proceduto alla vestizione della sposa al Museo etnografico “Sa domu Antiga” e quella dello sposo alla Casa Museo “Sa domu ‘e paxi”. Alle 9 ha preso il via il corteo nuziale, accompagnato da numerosi gruppi folk del territorio che, dopo l’incontro degli sposi al Museo etnografico “Sa domu Antiga”, è proseguito con un corteo che ha accompagnato gli sposi, testimoni e familiari sino in piazza Marconi dove è stato allestito un grande gazebo che ospitato la cerimona sacra , officiata dal Don Giulio Demontis, parroco di Santadi e dal Mons Corrado Melis, vescovo di ozieri, si è svolta alle 11 con una grande folla che ha seguito attenta la cerimonia. Dopo la celebrazione della Messa del rito del matrimonio si è svolto il tradizionale il rito di “Sa Gratzia” con lo spargimento sul capo degli sposi, che quest'anno erano di Sant'Antioco, di chicchi di grano, petali di fiori e monetine come aupicio per una felice e serena vita matrimoniale. In serata poi festa si è conclusa in piazza Marconi con "Su cumbiru", dove gli sposi hanno offerto un assaggio di torta nuziale e dolci ai presenti con un contorno di balli e concerto musicale finale. (Red)

L'evento:
matrimonio mauritano foto piccolaIl Matrimonio Mauritano  è un'autentica cerimonia nuziale, celebrata secondo la tradizione delle genti sulcitane, Si tiene a Santadi, nel sud-ovest della Sardegna, ogni anno, la prima domenica del mese di agosto, tranne che in questa edizione, la 54° svoltasi domenica 19 luglio ,alla presenza di gruppi folk autorità civili e militari. Si tratta del più importante matrimonio della tradizione in Sardegna, insieme all'Antico Sposalizio Selargino e a 'S’Antigu Isposongiu' di Busachi.
Negli anni '60 del secolo 1900 un gruppo di giovani santadesi ebbe l'idea di riproporre una celebrazione matrimoniale basata sui riti di un tempo, che oramai stavano cadendo in disuso. Ispirandosi anche al Matrimonio Selargino, crearono il Matrimonio Mauritano, in lingua sarda 'Sa Coia Maurreddina'. L'appellativo 'Mauritano' fu scelto perché fin dai tempi antichi le genti del Sulcis erano chiamate proprio 'maurreddinus'. La prima edizione si tenne nel mese di giugno del 1968. A partire dal 1976, per venire incontro al rientro dei santadesi emigrati e per intercettare maggiori flussi turistici, l'evento fu spostato alla prima domenica d'agosto: ma quest' anno tenutasi in data odierna. La cerimonia si tiene a Santadi per rievocare l'importanza che il paese aveva fin dal Medioevo. La villa di Santadi costituiva, insieme a Tratalias, una delle due Cappellanie del Sulcis, nelle quali venivano celebrati i Sacramenti, tra cui i matrimoni: nella Chiesa di San Nicola affluivano persone da tutti i furriadroxius del territorio. L'evento è organizzato dalla Pro Loco di Santadi, dal Comune di Santadi e da molte altre associazioni e semplici cittadini del paese sulcitano.
La scelta di chiamare 'Mauritano' il matrimonio tradizionale santadese deriva dall'appellativo in lingua sarda maurreddinus, in italiano mauritani, il nome con cui le genti del Sulcis erano note fin dall'antichità.
Secondo una teoria basata su fonti storiche come il Bellum Vandalicum di Procopio, la derivazione sarebbe da Mauri, abitanti della romana Mauretania, corrispondente ai territori settentrionali degli odierni Stati dell'Algeria e del Marocco. In base a questa teoria, all'epoca dell'invasione vandalica della Sardegna e del Nord Africa, nel VI secolo d.C., alcuni di questi Mauri sarebbero stati trasferiti nel Sud-Ovest dell'isola. Da allora i sardi avrebbero preso a chiamare Maureddinus gli abitanti di questa parte della Sardegna.
Secondo un'altra teoria sarebbe però Meureddinus l'appellativo corretto con cui erano noti gli abitanti del sud-ovest sardo, dal termine sardo meurra (merlo), per via del colore scuro degli abiti, quindi si dovrebbe parlare di Coia Meureddina.
Il matrimonio ha sempre avuto grande importanza presso le comunità rurali: si trattava di un'occasione di festa familiare e paesana e di incontro con parenti, amici e conoscenti. In genere il rito si celebrava la domenica, e già il lunedì si riprendeva il duro lavoro nei campi e nelle mansioni domestiche.

fonte e foto associazione culturale "Su Forti" Sant'Antioco

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