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Sun, Oct

Quartu Sant’Elena. Un progetto per l’integrazione alla Comunità Missionaria di Villaregia. Indovina chi viene a pranzo?

S.I. Oggi
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Un’ottima accoglienza sta ottenendo il progetto “Indovina chi c’è a pranzo” organizzato e curato dalla Comunità Missionaria di Villaregia di Quartu Sant’Elena. Questa iniziativa ha come obiettivo primario l’accoglienza, da parte di alcune famiglie sarde, nei confronti di un certo numero di ragazzi africani, ospiti nelle varie strutture di accoglienza disseminate nell’hinterland cagliaritano. Infatti, alcune famiglie (le adesioni stanno aumentando di numero) hanno aperto le loro case a questi giovani immigrati, che almeno una volta al mese, condividono un pasto. Questi incontri rappresentano l’occasione per una forte amorevolezza e fraternità nel segno della cultura cristiana. Importanti le riflessioni degli immigrati a margine degli incontri conviviali. Tra queste ricordiamo Ahmed, uno dei ragazzi ospiti, mentre era a tavola, profondamente commosso, ha detto alla coppia che l’ha ospitato “era da tanto tempo che non sentivo aria di casa”. Significativa la testimonianza della famiglia di Gianni e Santina: “Noi da tempo invitiamo gli amici immigrati nelle occasioni del Natale e della Pasqua. Anche questa volta abbiamo accettato volentieri la proposta dei missionari della CMV di ospitare questi giovani. In questo modo abbiamo intrapreso numerose e belle amicizie con giovani di tutto il mondo. Consiglio a tutti di fare questa esperienza comunitaria”. La cultura dell’accoglienza e dell’integrazione è uno dei punti forte nelle encicliche di Papa Francesco, che afferma: “Integrare significa permettere ai rifugiati e migranti di partecipare pienamente alla vita della società che li accoglie come arricchimento reciproco e di feconda collaborazione”. Anche i missionari della CMV ogni giovedì accolgono nella loro casa comunitaria alcuni giovani immigrati per una fraterna condivisione del cibo e delle reciproche conoscenze personali e comunitarie. Naturalmente questo progetto “Indovina chi c’è a pranzo” può essere condiviso da tutti coloro che credono nell’integrazione e nella cultura dell’accoglienza. Questi gesti e azioni cristiane come quelle della CMV, rappresentano particolari e significativi atti di generosità, che sconfiggono l’individualismo e l’egoismo, vere piaghe della società contemporanea. L’amore verso il prossimo, anche se di cultura e religione differente, da quella cristiana, come nell’esperienza “indovina chi viene a cena” rappresenta (e deve rappresentare) un legame, un cemento, per una società di pace e di fratellanza.
Maurizio Orrù

Sulcis Iglesiente Oggi