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Mon, Aug

Carloforte. Presentato il Progetto Sovracomunale Alcoldipendenze. Alcol, è allarme tra i giovanissimi

S.I. Oggi
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Lo dicono le statistiche quasi allarmanti: l’alcol è una droga sempre più dilagante tra i giovani e particolarmente tra gli adolescenti. E soprattutto è devastante: è una droga che annienta il proprio io, che “uccide” il cervello con la perdita delle funzioni cognitive. È quanto è stato detto nei giorni scorsi a Carloforte durante la presentazione e l’illustrazione del “Progetto Sovracomunale Alcoldipendenze” al quale hanno aderito 11 Comuni del basso Sulcis, tra i quali la cittadina isolana, e del quale il Comune di Masainas è il capofila. Diciamo subito che c’è molto da fare per combattere questa piaga sempre più diffusa tra i giovanissimi. Ma diciamo anche che si può fare poco(purtroppo) a causa della pochezza dei fondi messi a disposizione. 50.000 euro da suddividere per gli interventi da effettuare in 11 Comuni da qui al mese di agosto, onestamente sono pochi. Quasi niente se si considera che negli ultimi tempi il fenomeno sta espandendosi e diffondendosi anche tra il sesso femminile che è più sensibile all’alcol e più incline a subire i deleteri effetti fisici, cerebrali e psicologici che provoca. Ma tant’è, quel poco che si può fare, si deve fare. Il poco è sempre meglio del niente. In questa situazione, s’è detto, gli interventi di prevenzione, recupero e integrazione sociale a favore di soggetti alcoldipendenti possono essere tanti e diversi, ma in ogni caso, sia per i mezzi che per il tempo a disposizione, devono essere mirati ad una reale attuabilità. Senza addentrarsi nei particolari, l’azione degli operatori sul recupero dei soggetti alcoldipendenti è articolata in vari momenti. Si parte innanzitutto da interventi a carattere domiciliare, seguiti da percorsi riabilitativi con naturalmente il coinvolgimento della famiglia. In secondo luogo si procede con le consulenze del medico alcologo, considerata una figura chiave per l’attuazione del progetto. Infine dopo un percorso riabilitativo, dopo aver raggiunto la “sobrietà”, il soggetto, attraverso un piano personalizzato, in pieno accordo con gli operatori e i servizi sociali comunali, verrà inserito in un programma lavorativo. Il tutto con la speranza che il lavoro degli operatori raggiunga gli obiettivi attesi. L’alcolismo è un male e prima ancora di curarlo bisognerebbe prevenirlo. In proposito una piccola osservazione. Perché tanti adolescenti, più bambini che ragazzi, se ne stanno in giro passando d’un pub all’altro fino alle 3, alle 4 di notte? Dov’è (se c’è) la famiglia?
Nicolo Capriata

Sulcis Iglesiente Oggi