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Sat, May

Iglesias. A tu per tu con il giornalista Andrea Ferraretto Viaggiare, scoprire i luoghi e poi raccontarli

S.I. Oggi
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La presentazione del Cammino di Santa Barbara, evento svoltosi tra Iglesias e Carbonia nei giorni 17 e 18 del dicembre scorso, ha richiamato molti studiosi e amanti dell’ambiente, affascinati dalle sensazioni che la natura trasmette percorrendo i sentieri legati ad una tradizione storico-religiosa e culturale. Per l’occasione è stato ospite a Iglesias anche un gruppo di giornalisti, provenienti da molte località della penisola e tra questi anche Andrea Ferraretto, collaboratore de La Stampa Tuttogreen, e curatore del blog “4 Passi nei Parchi”, ospitato nel sito del quotidiano La Stampa, con oltre 100 articoli nei quali si spazia dalla Sardegna, alle Alpi, alle grandi città.
Laureatosi a Roma con una tesi sull’Economia dei Parchi e sui vantaggi economici dell’Ambiente e i conseguenti riflessi sul Turismo, Ferraretto ha iniziato a lavorare per il WWF, nella Riserva di Monte Arcosu e ad insegnare nell’Università di Camerino. “Camminare, viaggiare, conoscere i luoghi è sempre un’occasione per relazionarsi con comunità e tradizioni diverse – afferma – ed è forte la differenza tra essere turista e viaggiatore: il primo, quando arriva, vede il mondo dal di fuori e, raramente, entra in contatto con chi vive in quel luogo mentre il secondo trova il piacere anche di perdersi visitando vari siti e ciò non costituisce un problema ma è, invece, occasione per notare particolarità che passerebbero inosservate agli occhi di un semplice turista. È necessario trovare il tempo giusto per fermarsi, osservare, pensare esattamente come hanno fatto i grandi filosofi o i monaci, nei chiostri”.
Ferraretto, insieme ad un editore, ha deciso di esaminare 35 siti e, da un’edizione digitale, entrambi hanno dato origine ad un’opera cartacea, vero e proprio diario di percorsi lenti intitolato: “Viaggi Naturali”. “Camminare riporta ad una dimensione più naturale – precisa – in quanto il tempo necessario per percorrere un determinato itinerario permette di riflettere in maniera più profonda: chi va di corsa, in macchina, assorbito dalla frenesia quotidiana, non avrà mai l’occasione per fermarsi e pensare”. Nel libro, gli autori hanno pubblicato solo disegni e non foto perché, un tempo, i viaggiatori non avevano gli strumenti adatti per riprendere paesaggi o scene: nella copertina è raffigurato un trenino dell’Ottocento, inizialmente destinato ad essere abbandonato ma invece rivalorizzato e battezzato “La Transiberiana di Italia” e va da Sulmona ad Isernia, attraversando, in pieno inverno, luoghi innevati. “Anche in Sardegna il trenino verde – sottolinea il giornalista - fa riscoprire le ferrovie locali e consente un viaggio nel passato perché quelle linee sono state costruite a scopo commerciale: entrare in contatto con altre comunità fa apprezzare la biodiversità culturale costituita da mille dialetti, svariate usanze gastronomiche, centri storici e siti minerari ma questa biodiversità è stata sottovalutata. La paura del diverso deve essere superata e deve trasformarsi in opportunità per conoscere”.

Mariangela Muntoni

Sulcis Iglesiente Oggi