“Dalla Terra e dalle Mani - Progettiamo la transizione verso una società non violenta” è stato il titolo della decima edizione dell’evento svoltosi nel Centro di aggregazione sociale di Masainas, località del Basso Sulcis, nei giorni 11, 12 e 13 novembre. Organizzato dall’Associazione Centro Sperimentale Autosviluppo (C.S.A.) in collaborazione con il Comune di Masainas e con le Agenzie Regionali Laore e Agris, l’evento è stato caratterizzato da numerosi appuntamenti come il laboratorio del pane, la proiezione di documentari riguardanti cibo, sementi e salute, l’incontro tra gli studenti dell’Istituto Gramsci-Amaldi di Carbonia e i giovani migranti del Centro di Accoglienza di Narcao, il ruolo di alcune coltivazioni per le aziende agricole e l’ambiente. La presentazione dell’incontro, a cura di Teresa Piras, presidente dell’Associazione C.S.A. e i saluti del sindaco di Masainas Ivo Melis e di Ilaria Portas, assessore alla Cultura dello stesso Comune, hanno dato il via ai lavori dove sono intervenuti presidenti di Associazioni per l’Autosviluppo, architetti, geologi, cooperatori internazionali, operatori turistici, responsabili della comunicazione e amministratori.
Nella giornata di domenica è stata affrontata la tematica riguardante il progetto di ospitalità e di turismo responsabile: “Il progetto Domus Amigas, circuito di Bed & Breakfast, che si pone come principio l’ospitalità in casa - ha spiegato Teresa Piras - è nato sedici anni fa e la nostra associazione ha avuto un riconoscimento nazionale in quanto si basa sui principi della non violenza e dell’economia che non sconvolge e deturpa la natura”. Al dibattito sono intervenuti Debora Porrà, sindaco di Villamassargia e operatrice turistica, Alberto Dragone, consigliere nazionale Turismo responsabile, Carlo Pirchio, responsabile Comunicazione Visit Sulcis, Claudio Pozzi, presidente WWOOF Italia e Giampiero Pinna, presidente dell’Associazione Pozzo Sella e promotore degli antichi percorsi minerari, “cammini lenti per un futuro sostenibile”.
“Il nostro deve essere un turismo di incontro e di scambio - ha sottolineato Debora Porrà - ed è importante offrire agli ospiti prodotti tipici ma è altrettanto importante rispettare le risorse e in questo il turista deve essere responsabile, evitando gli sprechi e rispettando la raccolta differenziata”. Esiste, però, anche il viaggiatore che ama condividere la quotidianità rurale alla ricerca di stili di vita alternativi: esistono 800 aziende agricole, distribuite nel territorio nazionale, che hanno scelto il biologico. E la valorizzazione del territorio è stata messa in risalto anche da Giampiero Pinna: “La nostra esperienza parte dal voler ripercorrere quei cammini fatti dai nostri padri, quei percorsi lenti che possono rivelarsi occasione promozionale per il turismo storico, religioso e archeologico che fa parte della nostra tradizione”.
Durante la mattinata del 13 si è inoltre svolto il mercato rurale, locale e sostenibile, “su furriadroxiu”, esposizione di prodotti alimentari biologici e di creazioni artistiche.
Mariangela Muntoni
Masainas. Centro Sperimentale Autosviluppo. Dalla terra e dalle mani, per una società non violenta
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