La questione è annosa e dibattuta da sempre. Lo è stata prima, durante la gestione Saremar, ed ora sotto l’amministrazione Delcomar è riesplosa con vigore: perché i carlofortini che sono residenti in altre città soprattutto per motivo di lavoro, ma che sull’isola possiedono immobili (per i quali pagano anche le tasse comunali), che vi hanno affetti familiari, sono costretti a pagare sulle navi che la collegano, la tariffa da non residente? Così su change.org è stata caricata la petizione on-line per chiedere all’Assessorato regionale ai Trasporti di equiparare la tariffa residente a chi possiede immobili sull’isola. In pochi giorni ci sono state centinaia di adesioni. Ad innescare questa nuova protesta è stata la decisione della Delcomar di sospendere dal 27 giugno e fino al 15 settembre la tariffa “residenti in Sardegna” che la stessa compagnia autonomamente negli anni scorsi ha sempre praticato nelle corse serali e notturne su Calasetta. Intanto l’amministrazione comunale ribadisce da parte sua che da tempo (dal maggio scorso) ha chiesto alla Regione di equiparare la tariffa residente anche a chi a Carloforte è nato, possiede immobili e pure a chi ha stipulato un contratto d’affitto di almeno 12 mesi per una casa situata sull’isola.
Due anni fa una stessa petizione on-line in pochissimo tempo aveva raccolto oltre 5000 firme. Naturalmente, allora, la Regione aveva fatto orecchie da mercante, nonostante che da più parti e da sempre venga decantata la continuità territoriale. Resteranno ancora inascoltate queste nuove e sacrosante richieste? O la tanto magnificata continuità territoriale sarà ancora una volta solamente parole?
Nicolo Capriata
