Un successo. Chi lo visita, alla fine del giro (perché davvero un giro si fa) ne esce soddisfatto e contento. Il nuovo museo realizzato nell’antica torre San Vittorio, (già sede di un osservatorio astronomico) inaugurato una ventina di giorni fa, sta ottenendo il favore del pubblico che durante i fine settimana fa ressa al botteghino per visitarlo. Il percorso museale è articolato in tre momenti, uno per ogni piano della torre. Si parte dalla storia geologica dell’isola, si passa poi attraverso il ruolo e l’impatto delle antiche civiltà per concludersi con l’arrivo dei coloni tabarchini nel 1738. Il tutto attraverso un allestimento ultramoderno con avanzate soluzioni tecnologiche: video interattivi e percorsi in realtà virtuali, tutti con un effetto scenico che fa presa sul visitatore. Bellissimi i video, in particolare quello del monaco che racconta la tragica fine della crociata dei fanciulli (due navi erano naufragate proprio sull’isola) e quello dei primi tabarchini sull’isola sotto la guida del loro condottiero Agostino Tagliafico. Inquadrature superlative e magici colori. C’è poi da aggiungere che una visita al museo è anche una visita (spettacolare) alla torre settecentesca riportata (da tempo) tale e quale alla sua antica e originale situazione, con i suoi pavimenti in ciottoli, le pareti in pietra nuda e un’audace (per quei tempi) scala a chiocciola con i sostegni in ginepro. E alla fine del “giro” ci si trova sul tetto della torre dove dall’alto si gode un panorama mozzafiato a 360 gradi: le saline, il porto, il centro abitato. Da un percorso museale non ci si può aspettare di più.
Nicolo Capriata
