“Ascoltate le leggi che io vi do, perché le mettiate in pratica e siate felici, disse Dio agli Israeliti; gli altri popoli diranno: Chi ha leggi così giuste e sagge, come questo popolo?! E voi direte: Chi ha gli dei così vicino, come il nostro Dio è vicino noi?!” Quali sono queste leggi e come Dio ci è vicino Prima che Dio si facesse uomo si doveva contemplare le scene più belle della esistenza umana per avere una certa idea di Dio. Facciamo qualche esempio; dice Dio a Israele: “come un papà conduce per mano il proprio fanciullo, io ti ho insegnato a camminare”; “può una mamma scordarsi della propria creatura, del frutto del suo grembo?! Ebbene, se anche una mamma si dimenticasse, io, popolo mio, non ti dimenticherò mai”; “dall’Egitto ho chiamato mio figlio”. Quindi Dio si prende cura di noi come un papà; Dio ci ama più che una mamma; è vicino a noi come più non si può. Da Dio che era si è fatto uomo, in tutto simile a noi, tranne che nel peccato. Ha amato, gioito, pianto, è stato benedetto, è stato tradito, fatto morire su una croce; “ha fatto bene ogni cosa, è passato facendo del bene”. Si è fatto come noi, per farci come Lui, nella giustizia e santità. “Amatevi l’un l’altro come io ho amato voi, perché abbiate la pienezza della vita, della pace e della gioia”. Quindi, se prima della venuta di Gesù per avere una certa idea di Dio, occorreva rifarsi alle scene più belle della vita familiare, da quando è venuto Gesù, le cose si capovolgono: moglie e marito devono amarsi come Gesù e la Chiesa, genitori e figli come Gesù e Dio Padre, e tutti gli uomini tra loro amarsi come Gesù ama noi; vivere da figli di Dio e da fratelli, avendo come maestro e modello il Cristo. Questa nostra terra “Ogni dono perfetto ci viene dall’alto”! Questo è l’insegnamento di Dio. Se vivessimo così, come andrebbe bene il mondo, come staremmo meglio tutti quanti noi! Dove sarebbe più lo schiavo, dove l’impurità delle cose?! “O Dio, hai fatto tutto con sapienza e amore; tutto è buono, altrimenti neppure l’avresti creato”. Troppi uomini, però, hanno avvelenato i rapporti umani; hanno inquinato e sofisticato l’universo. “Laudato si’, mi’ Signore”, cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico il Santo ci ricordava che la nostra casa comune è come una sorella con la quale condividiamo l’esistenza, come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: “Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti fiori et erba”. A ragione concluderemo la celebrazione eucaristica pregando: Fa’ o Signore che questo sacramento ci rafforzi nel tuo amore e ci spinga a servirti nei nostri fratelli. Amen.
Padre Nicola, sacerdote redentorista,
XXII Domenica ordinaria (anno liturgico B). Cosa diciamo di Dio, degli uomini e del mondo in cui siamo immersi …
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