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17
Fri, Apr

XXIII Domenica ordinaria (anno liturgico B)

Il Vangelo della Domenica
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“ CORAGGIO ! “ Agli smarriti di cuore e sfiduciati Dio dice: “CORAGGIO, non temete !”; anche Gesù dirà: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!”. Queste parole e questo invito, per non essere banali, insignificanti, o addirittura indisponenti, possono venire solo da un Dio che ama e che ti apre una prospettiva umanamente impensabile; perfino dinanzi alla morte Gesù ti assicura che questo dramma, che fece paura anche a Lui quel Venerdì Santo, sfocia nel Mattino di Pasqua per una vita che non conoscerà più sofferenza alcuna, ma solo pienezza di vita come per Lui risorto. “Coraggio !” può dirlo una persona che ti vuole bene e che può far qualcosa per te. Il profeta Isaia, in nome di Dio, assicura Israele il ritorno dall’esilio e che il Dio della liberazione dalla schiavitù d’Egitto è sempre il Dio fedele. Isaia ama Dio e il suo popolo e si fa messaggero di speranza e di vita. Delle persone che hanno conosciuto Gesù e la sua onnipotenza divina e hanno un cuore sensibile aiutano un povero sordomuto portandolo da Gesù perché faccia qualcosa per lui. Si ripeterà altre volte la scena: portano con tanta fede un paralitico da Gesù; all’infermo vengono perdonati i peccati e ridata la salute; la suocera di Pietro è a letto con la febbre e ne parlano a Gesù: la donna, guarita, si mette a servirli. Se invece venisse a mancare quest’amore e questa premura per il bisognoso ? ! … Ai bordi della piscina di Betzata da anni giaceva un ammalato; quando l’acqua della piscina, agitata dall’angelo, diveniva miracolosa il poveretto non aveva nessuno che lo immergesse. Quanta amarezza in quel “IO NON HO NESSUNO”. Ci auguriamo di essere come il profeta Isaia e come tutti coloro che, nei modi più diversi, sono di aiuto a chi è in difficoltà.
“ AIUTAMI ! “ L’ammalato deve aver coscienza di essere malato e voler guarire. Il 40% degli ammalati non guariscono e neppure migliorano perché sono convinti di non guarire. (Sigmund Freud) Guerre, guerriglie, violenze e sopraffazioni di ogni genere, furti, uccisioni, tradimenti, droga, alcool, fumo, quanti mali e sofferenze provocano! Delusioni, nevrosi, ulceri, tumori! Occorre eliminare le cause di tanti mali e nel contempo curare il malato. Per una famiglia e una società sana, per una famiglia e una Chiesa santa, non è sufficiente che sia bravo e santo l’uno o l’altro individuo, ma siano bravi e santi tutti i componenti della famiglia, della società, della Chiesa. Occorre una bontà, onestà e santità comunitaria più che individuale. Questo fanno i genitori e i padrini che chiedono il Battesimo per i loro figli e li accompagnano sulla via della verità e del bene con la parola e l’esempio della loro vita.
AMEN !

P. Nicola, sacerdote redentorista