Marco è l’unico evangelista che dà un titolo al suo Vangelo: Inizio del Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Questo titolo, queste parole, sono la sintesi di tutto il Vangelo, di ciò che è Gesù. Gesù è il Figlio di Dio che si è fatto uomo; vero uomo,nato da Maria; è il Cristo, cioè “Unto” – Consacrato - Messia - Salvatore; “Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio come SALVATORE”; “lo chiamerai Gesù” (che significa salvatore), disse infatti l’Angelo a S. Giuseppe. Noi non saremmo stati salvati se Gesù Cristo fosse solo uomo, né se fosse rimasto solo Dio. “Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo; si è incarnato nel grembo della Vergine Maria e si è fatto uomo”, recitiamo nel Credo. San Bernardo diceva: la gravità di una malattia la si comprende da quanto costa guarirla in tempo, terapia, danaro. “O Dio beato, ahi quanto ti costò l’avermi amato! “, cantiamo con S. Alfonso in “Tu scendi dalle stelle”. Dunque Gesù Cristo, Dio che si è fatto uomo, è “Vangelo”, cioè “Bella Notizia”, se riconosciamo la nostra realtà di peccatori. “Accorrevano da Giovanni Battista e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati “, ci dice ancora l’evangelista Marco. IL profeta Isaia alzava la voce con forza e Giovanni Battista gridava nel deserto: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, viene dopo di me Colui che è più forte di me e vi battezzerà in Spirito Santo”. Non ci si può rassegnare ad un mondo senza speranza; l’apostolo Pietro, contemplando l’opera della salvezza, ci ricorda che la nostra vita non finisce nel nulla, bensì ci saranno nuovi cieli e nuova terra, dove avrà stabile dimora la giustizia. Già ora i monti che separano gli uni dagli altri siano spianati; i muri siano abbattuti; le radici amare che avvelenano i nostri rapporti siano sradicate; i sentieri distorti dell’odio, della maldicenza, dell’invidia, dell’indifferenza, dell’orgoglio, della malafede, siano raddrizzati. Vivendo così, il Signore verrà e noi lo incontreremo; troveremo grande consolazione, come profetizzava Isaia. Intanto faremo attenzione anche all’ammonimento del grande pensatore francese Pascal che, ad un tale che diceva “Se avessi fede lascerei i miei vizi”, aggiungeva: “Lascia i tuoi vizi e avrai fede”. Nell’Avvento si festeggia S. Nicola di Bari, al quale si rifà Babbo Natale; il Santo ci è di esempio di come si ama Dio e il prossimo. Fra tante voci che ci assordano, oggi sono giunte ai nostri orecchi queste parole e questa voce per cambiare radicalmente in meglio la nostra vita. A noi la scelta di chi ascoltare e cosa e come fare. A M E N !
P. Nicola Fiscante, Redentorista
II Domenica di Avvento (anno liturgico B)
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