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17
Fri, Apr

XXX Domenica (Anno liturgico A). La legge della vita …..

Il Vangelo della Domenica
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Perché domandare “Qual è il Comandamento più grande ”, da parte dei Farisei, è tentare e mettere alla prova Gesù?
Perché i Farisei, che “il Maestro” tratta con molta durezza, fanno delle domande non per approfondire la verità, ma in base alla sua risposta poterlo accusare. Il Fariseo, contestato da Gesù, “scribi e farisei ipocriti”, è l’autosufficiente, disposto a nessun cambiamento di mente, di cuore e di azione.
Per i Farisei “amare” era una delle tante regole che loro rispettavano esteriormente, ma non amavano, né si lasciavano amare.
Gesù, più volte, addita i bambini a modello per entrare nel Regno dei Cieli, perché i bambini hanno bisogno di essere amati e di amare.
L’amore è innato in noi, fa parte del nostro essere.
La nostra vita ha avuto inizio per un atto di amore di papà e mamma; anche alla nascita c’è stato chi si è preso cura di noi, non essendo autosufficienti. Nella crescita si vive meglio nella misura in cui si è amati e si ama.
L’amore è la legge fondamentale dell’esistenza.
Troppo spesso viene relativizzato tutto, anche le leggi vitali, le così dette leggi naturali. Si agisce condizionati dallo stato psicologico, da situazioni particolari, e si dice: faccio questo se mi sento, quando mi sento, se mi va. Di conseguenza, le cose non vanno bene.
Per Gesù c’è una sola legge, quella dell’amore, da cui scaturiscono tutte le altre.
L’amore salva chi ama e rende migliore chi è amato.
L’amore trasforma la nostra vita molto più di tante prescrizioni, calcoli, dubbi, certezze, o rassegnazioni.
Dobbiamo riconoscerlo, siamo parecchio analfabeti in questo campo; dobbiamo tutti approfondire cosa è VOLER BENE, ti voglio bene, voglio il tuo bene.
Chi ama non fa del male a nessuno, tanto meno alle persone deboli e indifese.
“Ama e fa’ ciò che vuoi”, diceva S. Agostino. Chi ama ha adempiuto la legge.
Aver conosciuto Dio, che tanto ci ama, e amarlo, ci fa amare di più noi stessi e gli altri, quali figli di Dio e fratelli tra di noi.
Il grande nostro maestro è Gesù, che ha amato fino a dare la sua vita per noi: amatevi, come io ho amato voi!
L’apostolo Paolo lodava i Tessalonicesi che vivevano imitando Gesù e seguendo il suo esempio.
Cercheremo di far tesoro di questa scuola di vita.
Ripetiamo la preghiera fatta all’inizio della celebrazione:
“ O Padre, donaci un cuore libero da tutti gli idoli per servire te solo e amare i fratelli secondo lo Spirito del tuo Figlio, facendo del suo comandamento nuovo l’unica legge della vita”. A M E N !

Padre Nicola, sacerdote da San Sperate