A scuola ci hanno insegnato che “La storia è maestra della vita”. Ad Auschwitz è scritto che “Chi non ricorda la storia, è portato a rivivere gli stessi errori”. L’apostolo Paolo scrive che “tutto ciò che è stato scritto prima di noi è stato scritto per nostra istruzione”. Amaramente constatiamo che non sono molti a far tesoro di queste massime. Il profeta Isaia infatti prevedeva che con la venuta del Messia tutto sarebbe cambiato in meglio; Lui non avrebbe più giudicato secondo le apparenze, “Mi sembra così”; né avrebbe preso decisioni per sentito dire, “Tutti dicono così”; ma avrebbe giudicato con giustizia e preso decisioni eque per i deboli e i poveri. Di Gesù si è detto: “Nessuno mai ha parlato bene come Lui; ha fatto bene ogni cosa. Ci ha invitato a fare altrettanto, proprio come Lui”. A ragione quindi Giovanni Battista prima e lo stesso Gesù poi rimprovereranno “quelli che dicono e non fanno”, o pensano di essere “figli di Abramo, discepoli di Mosè, cristiani” solo perché appartenenti ad un popolo, o perché compiono alcuni riti. La conversione che predicavano i profeti, il Battista, Gesù, gli Apostoli e chi ci parla in nome di Dio consiste nel cambiare modo di pensare e di vivere. “Abbiate in voi e tra voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù”, raccomandava l’apostolo Paolo. Così si rende gloria a Dio; Dio ha bisogno di tali adoratori. Se vogliamo costruire la “Città di Dio e La città degli uomini” a misura d’uomo, a immagine di Dio, dobbiamo vivere e diffondere Verità – Giustizia – Amore. Gesù in quest’opera ci sarà di aiuto. Come già al salmo abbiamo ripetuto, invochiamo: Vieni, Signore, re di giustizia e di pace. Suscita in noi il desiderio di una vera conversione perché sappiamo attuare in ogni rapporto umano la giustizia, la mitezza e la pace che Tu hai fatto germogliare sulla nostra terra. Amen !
Padre Nicola Fiscante, sacerdote Redentorista