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Wed, Apr

III Domenica ordinaria anno liturgico C. Verità e fedeltà storica…, per un presente e un avvenire migliori

Il Vangelo della Domenica
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L’evangelista Luca ci assicura che quanto egli scriverà di Gesù riguarda avvenimenti storici, come è stato trasmesso dai testimoni oculari, su cui lui ha fatto accurate ricerche. I Vangeli non sono un romanzo, né un libro filosofico, né una dottrina sociale, ma ci presentano Gesù di Nazaret, che, come ha vissuto e operato, ha rivelato di essere vero uomo e vero Dio, che ha insegnato di vivere al meglio in questo nostro mondo secondo verità, giustizia e libertà. Accogliere Gesù, seguendo i suoi insegnamenti, è vivere da saggi, realizzando quanto di bello e di buono ci stia maggiormente a cuore. I profeti nei secoli antecedenti la sua nascita avevano previsto e scritto molto su di lui, e Gesù quel giorno nella sinagoga di Nazaret pubblicamente afferma che lui era lì a realizzare tutto il previsto.
Già i profeti e chi parlava al popolo in nome di Dio indicavano la via per la salvezza di ciascuno e di tutto il popolo. Nei 4 vangeli è ben chiara la missione di Gesù perché proprio tutti, nessuno escluso, amati da Dio, si adoperassero per la salvezza.
L’apostolo Paolo esplicita il da farsi con una chiarezza ed esemplificazione disarmante, additandoci l’immagine del corpo con le rispettive membra. L’occhio per la vista, l’orecchio per l’udito, e tutte le altre membra, formano un corpo solo, tutte necessarie per il buon funzionamento del corpo; se un membro è malato tutto il corpo soffre, io sto male. La società e la chiesa si rispecchiano in tale immagine. Non sono tutti medici e infermieri, non tutti ingegneri e operai, non ci sono solo uomini o solo donne; di tutti c’è necessità, e se ciascuno agisce bene, la società è salva, tutti stiamo bene. Nella Chiesa abbiamo vari ministeri, diversi compiti, tanti Istituti Religiosi, per rispondere alle diverse esigenze della Chiesa e del mondo. Nessuno può far tutto, ma se tutti operano bene, ne consegue una meraviglia per la Chiesa e per la società. La Parola di Dio proclama queste verità da sempre; Gesù le ha vissute e ci invita ad imitarlo. Come non ringraziare Dio e far festa, come già il sacerdote Esdra e il governatore Neemia facevano con tutto il popolo prima della venuta di Gesù?! È evidente quindi il perché gli scritti su Gesù si chiamano “Vangelo”, “lieto annuncio”, “bella notizia”. Chiunque, in grado di intendere e di volere, faccia ciò che è bene, eviti ciò che è male. Anche chi non ha conosciuto Gesù, agisca nella verità, nella giustizia e nell’amore; avrà Dio dalla sua parte, ne riceverà l’aiuto necessario, avrà una beata eternità.
Vogliamo pregare ed augurare così:
O Dio , che hai mandato il Cristo ad annunciare il lieto messaggio del tuo regno, fa’ che la sua parola, che oggi risuona nella Chiesa, ci edifichi in un solo corpo e ci renda per tutti strumento di liberazione e di salvezza.

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, Francavilla al Mare