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Thu, Apr

II Domenica ordinaria (anno liturgico C). Potremmo e dovremmo star meglio …….; Lo faremo…!

Il Vangelo della Domenica
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Di fronte ad uno stato di cose a dir poco raccapricciante, in situazioni a livello mondiale drammatiche e a volte tragiche, si può sperare in qualcosa di meglio?! Come il profeta Isaia secoli e secoli or sono, noi oggi, dobbiamo dire “sì”. Di ritorno dall’esilio babilonese Gerusalemme distrutta fu ricostruita; Gesù a delle folle stanche e sfiduciate, sfinite come pecore senza pastore, dice:<< coraggio…; sono venuto perché abbiate la pienezza della vita, della pace e della gioia…; convertitevi, il regno di Dio è in mezzo a voi…; regno di verità, di giustizia, di amore e di pace.>> La conversione dal male al bene è possibile, per ciò che noi siamo, per ciò che abbiamo. Avendo sviluppato l’uso di ragione, avendo un cervello e una coscienza in grado di riconoscere il vero dal falso, il bene dal male, siamo in grado di scegliere il bene, e, se caduti, di rialzarci e ricominciare. Ulteriori aiuti ci vengono da ogni parte. “Se vedi uno che sbaglia, correggilo; se si pente perdonalo”. È possibile quindi ristabilire rapporti a tutti i livelli, personali, familiari, sociali, internazionali, ecclesiali. Le varie membra del nostro corpo ci sono di continuo richiamo. Con le dovute precauzioni possiamo fare in modo che ogni parte del nostro corpo funzioni e che si stia bene; nel caso di disfunzioni, medicine, terapie, chirurgia, per ristabilire il tutto. Diversi e preziosi sono i servizi, diverse e preziose sono le attività nella società e nella comunità ecclesiale, per il bene dei singoli e della collettività, esattamente come le varie membra del nostro corpo. Questo di bello ha fatto Dio creandoci, questo di meraviglioso ha voluto dirci e rifare Dio facendosi uomo. A Gesù di Nazaret in quei 33 anni, e poi lungo i secoli, sono stati riconosciuti vari miracoli ed aiuti nei modi più diversi, con anche la prospettiva di una vita futura, beata, eterna oltre la nostra esistenza terrena. C’è quindi da incoraggiarci, da ringraziarci reciprocamente per il tanto bene; c’è da pregare e ringraziare Dio, la Madonna e i nostri Santi, per chi ha avuto modo di aver fede.

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, Francavilla al Mare