La Bibbia descrive ciò che sono l’uomo e la donna nel loro intimo, ciò che fanno di bene e di male, le gioie e le speranze, i dolori e le angosce che ci troviamo a vivere. Il profeta Isaia fa un elenco di persone in difficoltà: i colpiti dalla miseria…, dai cuori spezzati…, carcerati, prigionieri, sordi, ciechi, zoppi, e quant’altri … Un giorno però sarebbe venuto il Salvatore per liberarci dai vari mali. Giovanni Battista predicava che ci si convertisse dalle opere cattive per accogliere il Cristo che i Giudei non conoscevano ma che era già in mezzo a loro. 2000 anni fa un sabato nella sinagoga di Nazaret Gesù, ricevuto il rotolo del libro profeta Isaia, trovò il passo che elencava i mali appena citati, lo lesse e cominciò a dire: “Oggi si è compiuta questa scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”. L’apostolo Paolo raccomandava ai cristiani di Tessalonica, oggi città di Salonicco, e lo ripete a tutti noi: Non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa e tenete ciò che è buono; astenetevi da ogni specie di male; siate lieti, pregate, ringraziate; conservatevi irreprensibili per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Gesù tra i suoi contemporanei ha compiuto miracoli, ha guarito ammalati, ha risuscitato qualche morto; ma eliminare l’ingiustizia, estirpare la violenza, riconoscere e promuovere la dignità di ogni essere umano, spetta a ciascuno di noi, è opera di ogni uomo e donna di ogni tempo. Pochi giorni fa abbiamo celebrato la solennità dell’Immacolata… Gesù e la Madonna sono state le prime creature della nuova umanità, della nuova creazione; non hanno neppure sfiorato l’ombra di male, hanno fatto solo ciò che è bene; sono modelli di vita per tutti noi. Quel mondo nuovo di cui parlavano i profeti, dove albergherebbe la giustizia con pace e gioia per tutti, non è utopia, né mondo esistente solo nei sogni, ma consolante realtà se gli uomini si decidessero ad agire nella verità, nella giustizia e nell’amore. Sta a noi quindi “non disprezzare le profezie, esaminare ogni cosa, tenere ciò che è buono, astenerci da ogni male”, con l’aiuto che Dio non fa mancare a nessuno, anche se non lo si conosce, anche se non si crede alla sua esistenza. In tal modo celebreremo oggi la Domenica della gioia, come liturgicamente è denominata questa III Domenica di Avvento, e avremo una vita di bene e di pace che sfocerà nell’eternità beata.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate,