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Iglesias. L’impegno della Chiesa per l’emergenza Ucraina

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Si continua a sperare e a pregare affinché cessino quanto prima le violenze della guerra in Ucraina e continui operosamente il dialogo fra le parti. Nel frattempo, oltre ai morti e ai feriti, si sommano anche le cifre di quanti provano a fuggire dagli orrori e dai pericoli della guerra. Nei giorni scorsi le Nazioni Unite hanno stimato in oltre 1 milione e mezzo i profughi ucraini: un dato destinato a crescere nell’immediato futuro.
La Chiesa italiana, attraverso la Caritas Italiana, è in collegamento continuo con le Caritas che sono in Ucraina: Caritas Spes (della Chiesa latina) e Caritas Ucraina (della Chiesa greco-cattolica). Inoltre, Caritas Italiana opera in coordinamento con Caritas Europa e Caritas Internationalis e a supporto delle Caritas dei Paesi confinanti con l’Ucraina, le quali si stanno già adoperando per l’accoglienza delle persone in fuga dalle zone in conflitto.
Giovedì 3 marzo, in occasione di un momento di confronto online promosso dalla Caritas Italiana e aperto alle Caritas diocesane (presente anche la Caritas di Iglesias), è intervenuto da Kiev don Vyacheslav Grynevych, direttore della Caritas-Spes Ucraina. Le sue parole hanno testimoniato il dramma del momento presente: «la guerra è quando quegli eventi che hai pianificato nel calendario in un istante perdono il loro valore e, come un fantasma del passato di pace, ti ricordano una vita tranquilla. La guerra è come un “mercoledì delle ceneri” che arriva una settimana prima del solito. La guerra è come se sette giorni diventassero un giorno solo. La guerra è un tempo prima e dopo. La guerra è quando le parole “ricordati di essere polvere” si materializzano […]. In questo momento difficile, c’è un grande bisogno di unità e sostegno. Abbiamo bisogno di sentire che non siamo soli». All’angoscia per i bombardamenti, le morti e i feriti che, come sempre, vedono coinvolti tantissimi civili si somma anche la preoccupazione per il numero di profughi in crescita che sta cercando di lasciare le proprie case per trovare riparo in altre parti dell’Ucraina e nei Paesi limitrofi. Al confronto (online) del 3 marzo ha preso parte anche Tetiana Stawnychy, Presidente di Caritas Ucraina, la quale da Lviv (Leopoli) ha lanciato un toccante appello: «Vi chiediamo di starci vicino con la solidarietà e la preghiera».
Caritas Italiana, insieme a tutta la rete delle Caritas diocesane, sostiene le due Caritas in Ucraina «con aiuti concreti e con un ruolo promozionale, con l’invito anche a riflettere sulle cause della guerra e con costante attenzione alle persone. È inoltre accanto e a supporto delle Caritas dei paesi confinanti, per aiutarle nell’accoglienza delle persone in fuga dalla guerra». Caritas Italiana, che supporta varie attività e progetti delle Caritas in Ucraina, fin dal 2014, sta attualmente seguendo alcune linee di intervento:
1) coordinamento con il network europeo e internazionale e comunicazione in Italia;
2) supporto agli interventi umanitari in Ucraina;
3) supporto agli interventi umanitari nei Paesi limitrofi;
4) preparazione per l’accoglienza degli ucraini in Italia.
Come si legge in una nota del 5 marzo scorso di Caritas Italiana «i primi progetti di risposta ai bisogni emergenti (appelli di emergenza) definiti da Caritas in Ucraina e dalle Caritas dei Paesi limitrofi per consentire gli interventi emergenziali nelle prime settimane (beni di prima necessità, trasporto sicuro, accompagnamento delle persone in condizione di maggiore sicurezza possibile, accoglienza nei centri Caritas per rispondere ai bisogni primari, supporto psico-sociale) richiedono un impegno finanziario complessivo di circa 5 milioni di euro. A questi primi progetti di emergenza – prosegue la nota – ne seguiranno altri al fine di rispondere adeguatamente ed efficacemente ai bisogni emergenti e per garantire anche interventi umanitari di medio-lungo periodo».
In Italia, da parte della Caritas è costante il confronto con le istituzioni pubbliche (Ministero degli Affari Esteri, Ministero dell’Interno, Prefetture), con la rete delle associazioni cattoliche e con diversi attori non-governativi italiani.
Anche la Chiesa diocesana di Iglesias fa appello affinché ognuno faccia la propria parte e, attraverso la Delegazione regionale Caritas Sardegna e in coordinamento con Caritas Italiana, è in continuo contatto con le istituzioni pubbliche preposte all’accoglienza dei profughi.
Si precisa che al momento non sono previste raccolte e spedizioni di beni materiali (alimentari, coperte, medicinali, ecc.) da inviare in Ucraina. Nella situazione di emergenza dovuta alla guerra in corso tale modalità di aiuto risulta logisticamente complessa. Pertanto, in questo momento l’aiuto in denaro, coordinato dalla Caritas Italiana, è il modo più semplice ed efficace per far giungere la solidarietà della Chiesa italiana a quelle popolazioni. Così si è espressa anche la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, con un comunicato stampa del 28 febbraio scorso, nel quale «invita a sostenere la raccolta fondi, avviata da Caritas Italiana, per far fronte ai bisogni immediati delle popolazioni vittime del conflitto, chiamando anche alla prossimità con le sorelle e i fratelli ucraini che sono nel nostro Paese».
Le collette, personali e comunitarie (anche a livello parrocchiale), potranno essere versate sul seguente conto:
DIOCESI DI IGLESIAS – CARITAS DIOCESANA
Codice IBAN: IT 36 M 01015 43910 000000016779
Causale: “Europa/Ucraina”
Ogni altra forma di disponibilità, o richiesta ulteriore di informazioni, può essere inviata a:
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fonte Sulcis Iglesiente oggi

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