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EDITORIALE. Le “professioni d’aiuto”

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In un periodo complesso così come è quello attuale, le “professioni d’aiuto” sono quelle che maggiormente vengono investite di responsabilità nel supportare le persone che faticano a orientarsi attraverso nuove e/o consolidate problematiche del vivere quotidiano.
A partire dalla fine degli anni ottanta del secolo scorso, di fianco alle varie professionalità dell’area medico/sanitaria e cioè quelle in larga misura da sempre riconosciute come “d’Aiuto”, cominciano a delinearsi “nuove” figure deputate al perseguimento del benessere dell’individuo in difficoltà e con finalità più specificamente psico-sociali anziché di salute fisica.
Quelle maggiormente conosciute sono senza dubbio le figure dell’Assistente Sociale, dello Psicologo, del Pedagogista, dell’Educatore, divenute via via familiari nel nostro contesto socioculturale. Tali figure professionali per agire l’intervento, necessitano di intraprendere con la Persona una Relazione d’Aiuto.
Di fronte alle parole Relazione e Aiuto, chiunque ha cognizione del loro senso, tuttavia è opportuno analizzare meglio, anche etimologicamente, il significato di ciascun termine e per estensione, la definizione appunto di Relazione d’Aiuto.
Etimologicamente il termine relazione deriva dal latino Res-latum, letteralmente indica l’azione di “portare qualcosa”, mentre nell’etimo Ad-iuvare è contenuto il momento di difficoltà e contemporaneamente il giovamento allo stesso, dato o ricevuto.
A questo punto, dovrebbe essere più comprensibile il significato di “Relazione d’Aiuto” che è senza dubbio differente rispetto al “gesto di aiuto”.
Supponiamo di arrivare davanti alla nostra auto carichi di sacchetti della spesa e di non riuscire in quel frangente ad aprire la portiera. Accanto a noi, una persona animata da buoni propositi ci aiuta a sorreggere i sacchetti così possiamo finalmente aprire l’auto. Questo gesto non presuppone competenze particolari, il bisogno espresso non ha carattere d’urgenza e tra i due attori non è necessario si stabilisca una relazione. Il “gesto d’aiuto” necessita esclusivamente di buona volontà e altruismo.
Nelle professioni d’aiuto l’intervento ha carattere d’urgenza, la relazione è fondamentale per rispondere al bisogno in maniera efficace e il professionista deve avere delle specifiche competenze. Tentazioni della Penna a cadenza quindicinale, dialogherà con i professionisti delle “Relazioni d’Aiuto” del territorio che si dedicano all’accoglimento e “cura” dei bisogni espressi e che sostengono l’Altro nella complessità attuale. L’intento non è solo quello di dare visibilità, ma soprattutto quello di fare emergere i punti di forza e ripartire da essi attraverso proposte che migliorino la vivibilità della nostra sub-regione.

Claudia Serra

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