Un lungo nastro rosso, simbolo del martirio, steso sui marciapiedi ha unito a Sant'Antioco per Sa Festa Manna. "sa Cruxi de is Reliquias", alla Basilica ricordando idealmente l'antico percorso del ritorno in città da Iglesias, dove erano custodite le sue reliquie, nella città del suo martirio. Cadeva infatti lunedi scorso, quindici giorni dopo la Pasqua, la sagra più antica della Sardegna, giunta quest'anno alla 667/ma edizione Sa festa Manna in onore di Sant'Antioco Martire, patrono della città, della diocesi e dell'intera Sardegna martirizzato dai soldati romani nelle catacombe della Basilica divenute suo rifugio e luogo di preghiera quasi duemila anni fa. Da sempre la processione si snoda in un circolare in un antico percorso intriso di fede e di devozione per i residenti e le migliaia di fedeli che ogni anno lo onorano e lo pregano al suo pasaggio. Dopo la messa solenne concelebrata dal vescovo di Iglesias Mons, Mario Farci, con i parroci delle chiese del paese e prelati del capitolo diocesano e altri sacerdoti dei centri della diocesi , ha preso avvio la solenne processione, scortata da novanta cavalli e cavalieri e da 40 gruppi folk giunti da tutta l'isola che parte dalla Basilica a Lui dedicata, per poi ritornarvi ripercorrendo le stesse vie che lo videro medico e testimone di Cristo, predicare la fede e curare i corpi. Ad accompagnare il simulacro e le reliquie del Martire sulcitano il vescovo di Iglesias Monsignor Mario Farci con a fianco il rettore della Basilica Don Mario Riu, numerosi sacerdoti, sindaco e giunta di Sant'Antioco, i sindaci delle città gemellate con i gonfaloni delle città che hanno come patrono Sant'Antioco e gli altri primi cittadini dei centri della Provincia, autorità civili e militari. Le musiche della banda musicale cittadina, i suonatori di launeddas, i gruppi presenti e itineranti che sostavano ai crocicchi di strade e slarghi con canti religiosi e goggius hanno impreziosito la manifestazione religiosa offrendo un unicum di fede e passione religiosa che si esplica in un coacervo di fede, sensazioni e sentimenti arcaici che riescono sempre a stupire e affascinare residenti e turisti. La processione dopo aver percorso le vie del vecchio centro storico ha lasciato la parte alta del paese dirigendosi verso la zona più moderna della città. Attraversato il lungomare il corteo ha raggiunto il viale alberato cuore pulsante delle attività amministrative cittadine per riprendere il percoso verso la Basilica dove tra uno scintillio di petardi e fuochi prirotecnici si è conclusa la festa con la benedizione del Vescovo ai presenti e alla città. Nel corso della diretta televisiva c'è stato anche lo spazio per alcune dichiarazioni di autorità religiose e civili che si sono alternati al microfono. Il rettore della basilica don Mario Riu ha sottolineato come < Sa festa manna è un bellissimo appuntamento religioso millenario che trasmette il senso profondo della fede e di vincoli umani e spirituali alle nuove generazioni- da detto il parroco- E' un santo che unisce perpetuando negli anni il nostro martire come un modello da imitare>. Il Vescovo Monsignor Mario Farci ha invece sostenuto che Sant'Antioco rappresenta l'esempio da imitare per valorizzare la vita umana. <Oggi si vive una vita facilitata da tanti mezzi a disposizione- ha spiegato Monsignor Farci- Sant'Antioco ci offre il dono del valore della vita mantenendo le tradizioni e l'impegno di trasmettere il vangelo come ha fatto il santo Martire Antioco>. A sera inoltrata poi i fuochi artificali hanno illuminato la laguna sancendo la fine della sagra e che il voto di fede e devozione era stato sciolto. Tito Siddi
Sant'Antioco. Fede e tradizione ha animato la 667.ma Festa Manna in onore del patrono Sant'Antioco martire
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