NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
20
Wed, Oct
23 Nuovi articoli

Cultura. Aperte a Nuoro. Aperte le celebrazioni per i 150 dalla nascita della scrittrice Grazia Deledda

Ritagli
Aspetto
Condividi

Nuoro celebra i primi 150 anni della scrittrice premio Nobel Grazia Deledda, la donna icona della Sardegna. Nacque nel cuore del capoluogo della Barbagia il 28 settembre del 1871 e anche su questo dato la scrittrice era già misteriosamente leggendaria. Lei per prima, infatti, poi per decenni l'immaginario collettivo, era convinta di essere nata il 27 settembre per una sua associazione mentale dei due secondi nomi, Cosima e Damiana, ai santi medici romani Cosma e Damiano celebrati dalla Chiesa cattolica proprio in quella data. Solo successivamente, dagli atti conservati negli archivi del Comune di Nuoro si scoprì che nacque il giorno dopo, esattamente “il giorno 28 spirante alle ore due antimeridiane”, come si legge sull'atto di nascita.
La grandezza del genio Deledda è quella di una donna autonoma e autodeterminata che con la sola quarta elementare prima conquista tutti con le novelle giovanili, poi, trasferitasi a Roma con il marito Palmiro Madesani, scala l'Olimpo della letteratura mondiale con romanzi e racconti, ricchi di rimandi alla Nuoro che amava e non privi di ricerca etnografica, grazie ai quali conquista il premio Nobel alla Letteratura nel 1926, ancora oggi l'unica donna italiana ad aver ottenuto questo prestigioso riconoscimento.
Davanti alla grandezza della scrittrice autodidatta e perfettamente al centro del contesto storico del tempo, come si conviene alla figlia più illustre di una società matriarcale, Nuoro, la Sardegna e il Mondo non potevano esimersi dal celebrare il 150esimo compleanno della scrittrice che ha aperto all'umanità le porte della terra sarda. Lo hanno fatto e lo faranno tutti a partire dalle tre più alte cariche dello Stato. Dopo le lettere dei presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha omaggiato la scrittrice premio Nobel: «A 150 anni dalla nascita di Grazia Deledda, la Repubblica celebra una donna di grande talento, una scrittrice sensibile e profonda, una personalità che ha dato lustro al Paese - ha scritto il capo dello Stato -. Sentiva la forza delle proprie radici nella Sardegna che le ha dato i natali e l'ha resa partecipe di quell'umanità che ha poi descritto con realismo nelle sue storie intense e drammatiche». E ancora: «La sua visione dell'esistenza umana, unita alle qualità delle opere, venne pienamente riconosciuta nelle motivazioni del Nobel, che esaltarono "la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale". Una eredità che rende ancor più ricco il patrimonio della letteratura italiana».
Da Nuoro fino a Stoccolma, anche il capoluogo della Barbagia, grazie al lavoro dei comitati celebrativi istituzionali, omaggerà Grazia Deledda con un anno di eventi in giro per il mondo. Proprio nella sua Nuoro si sono aperte, lo scorso 28 settembre, le celebrazioni deleddiane con la partecipazione del presidente della Regione Sardegna Christian Solinas: «Celebrare Grazia Deledda rappresenta un'opportunità per tutto il territorio regionale - ha detto il governatore -. La vita della Deledda è un messaggio importante per tutte le donne oltre che un biglietto da visita eccellente da spendere nel panorama internazionale. Grazia Deledda, in tempi antesignani ha dimostrato al mondo come le donne fossero perfettamente in grado di essere collocate nella vita pubblica e nei più importanti cenacoli del mondo culturale». Poi Nuoro, la sua Nuoro: «Una musa ispiratrice di sogni - ha detto il sindaco Andrea Soddu -, anzi, quasi una divinità. Una donna moderna e straordinaria, capace di costruire caparbiamente il proprio futuro, che deve essere un esempio per tutti noi. Una ragazzina che alla fine del 1800 aveva solo sogni e che con la quarta elementare, arricchendosi della bellezza del nostro Ortobene, del Gennargentu, è riuscita a elevare a racconto la storia di un popolo e le caratteristiche della cultura arcaica. Lo ha fatto in maniera talmente importante da rendere le sue descrizioni non legate solo al nostro territorio, ma universali, in grado di essere comprese e apprezzate in tutto il mondo».

Alessandro Mele fonte Sulcis Iglesiente Oggi

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna