Sarà pur vero che "ogne scarrafone è bell'a mamma soja" ed è pure ritenuto angelicamente buono e bravo , tuttavia non si spiega come mai molti di essi siano divenuti la sventura di molti insegnanti e di altrettanti avventori di botteghe e luoghi pubblici. Si portano per mano come borse della spesa e il portafoglio in bella vista apribile per ogni capriccio o futile esigenza .
Ieri sera mi reco al vicino supermercato , già lungo la strada le urla di un bimbo , che superavano abbondantemente i decibel consentiti per legge, si mescolavano al rumore del traffico cittadino facendosi sempre più insistenti man mano che mi avvicinavo al luogo dove ero diretta. Le urla riescono a colpire anche gli addetti del supermercato che cercano di relazionarsi con lui per farlo calmare, uno di essi lo avvicina e gli pone la domanda : " ma dove sono le lacrime in mezzo a tutto questo pianto ....io non ne vedo neanche una ?" Il cucciolo umano all'improvviso si ferma così come le sue grida e il suo pianto , ci pensa come a chiedersi il motivo della sua disperazione e non trovandolo ripesca e ricaccia in gola l'eco del suo ultimo grido rimasto sospeso da qualche parte nel supermercato, più acuto e prolungato di prima libero di diffondersi tra gli scaffali. In tutta questa confusione la madre è solo un pezzo di arredamento, inanimato, un contorno labile nello spaziotempo ! Il colpo di scena avviene alla cassa quando lo "scarrafone" viene premiato con dolci e dolcetti a libera scelta da parte della di lui madre. Assisto impotente insieme ad altri spettatori improvvisati, alla vittoria dell'infante e alla sconfitta dell'educazione !
Come dice Crepet : coraggio ed educazione sono due termini di cui dobbiamo riappropriarci. L'educazione non è democratica, il coraggio di educare non è dare ma togliere , non è sottomissione, ma è essere capitani per preparare i figli al futuro e alle sue sfide .
Donatella Pintus