Tradizioni “Sa Lana de Seda”. Mode e Tessuti nel Sulcis, Gruppo Folk Sant’Elia Nuxis
Nell’abbigliamento femminile era un tessuto ricercato e usato da nord a sud dell’Isola. Si tratta de “Sa lana de seda”, letteralmente lana e seta, importata nelle coste sarde grazie allo spirito affaristico di mercanti francesi e spagnoli.
Particolarmente apprezzata nel Sulcis, veniva utilizzata per il confezionamento di giubbetti e grembiuli. Le sue origini sono antiche e partono dall’Inghilterra dove fu lavorata per la prima volta. Nel 1796 i francesi la riprodussero, mescolando seta e lino. Quest’ultimo veniva coltivato in abbondanza nella cittadina di Hondschoote, nel nord della Francia.
Il manufatto ottenuto, assai ambito, permetteva di soddisfare sia il consumo interno che la forte domanda del mercato estero.
Molte pezze erano commercializzate in Spagna. Proprio gli spagnoli, testandone le peculiarità, apportarono alcune modifiche, sostituendo il lino con la lana, materia prima abbondante e di ottima qualità nella Penisola Iberica.
Tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800, con un doppio ordito, ovvero un filo di lana ritorto con un filo di seta, si arrivò al pregiato tessuto in lana e seta chiamato in spagnolo añascote, in francese anascote e in sardo skoto, dal catalano escot.
Nel Sulcis è conosciuto come lana de seda, espressione che evidenzia le sue componenti. Prodotti su larga scala in Catalogna, i primi manufatti, più grossolani, furono presto perfezionati tanto da ottenere un tessuto fine e competitivo sul mercato.
La lavorazione ne definiva il nome, skoto froriu, lavorato a motivi floreali e skoto a i scala, lavorato a motivi geometrici. Nel Sulcis a fare tendenza fu la variante a motivi floreali con sfondo nero e sottili righe fuxia disposte longitudinalmente con alternanza di bouquet di fiori a petalo, tulipano, farfalle etc.
La lana mescolata con la seta ne faceva un tessuto brillante, meno costoso della pura seta e allo stesso tempo più raffinato del semplice panno in lana.
Per parecchio tempo la produzione di añascote soddisfò una vasta richiesta, venendo utilizzato anche in Spagna per realizzare abiti da donna, scialli e più comunemente grembiuli.
Con la diffusione di broccato e seta, sempre più richiesti dalle nobili classi spagnole, la produzione di añascote calò progressivamente fino a cessare. Così la lana e seta divenne un tessuto raro, la cui realizzazione rimase legata a piccoli paesi, zone interne e locali, che lo lavoravano solo su richiesta e in quantità limitata.
Nel territorio di Nuxis, oltre a svariate fotografie che mostrano questo tessuto, sono stati rinvenuti due grembiuli e un giubbetto di antica fattura, interamente in lana e seta. Uno dei grembiuli apparteneva alla signora Caterina Matta, nata nel Febbraio del 1898, quando Nuxis e Santadi costituivano un unico comune. Svariate foto d’epoca mostrano che la moda di questo tessuto raggiunse non solo i paesi più grandi ma anche le zone interne del Sulcis e gli agglomerati, vestendo donne di ogni età e bambine. Grembiuli e giubbetti in lana e seta venivano usati con le gonne in indianina, insieme a su muncaroi mannu. Talvolta erano abbinati ad abiti più eleganti, accompagnati da copricapo come su panniciu de colori, panno in orbace, il fazzoletto in tulle o lo scialle in tibet ricamato, su sciallu a matta.
A cura di Vanessa Garau
[Le foto pubblicate sono di proprietà del Gruppo Folk Sant’Elia Nuxis]